Eravamo rimasti in attesa, impregnata di viva curiosità, dell’esito delle elezioni regionali in Umbria. Quali fossero le nostre previsioni, era comunque chiaro. Ma una scoppola, una devastazione, un crollo, come
Eravamo rimasti in attesa, impregnata di viva curiosità, dell’esito delle elezioni regionali in Umbria. Quali fossero le nostre previsioni, era comunque chiaro. Ma una scoppola, una devastazione, un crollo, come
Be’, prendiamoci una (brevissima) pausa, in attesa della sentenza umbra. Che, per sacro rispetto, non definiremo “francescana”. Cominceremo, in queste nostre divagazioni d’occasione, dall’incontro del 26 ottobre scorso, al Viminale,
Iniziano a rendersene conto un po’ tutti. I direttori dei quotidiani medi (i giornaloni, giammai!) stanno facendo a gara su chi scopre i tic nervosi, le inquietudini, le insicurezze del
Han giurato il 5 settembre scorso. Subito dopo, si son riuniti nel primo consiglio dei ministri. Un conto immediato: è successo quarantacinque giorni fa. Ebbene (anzi: male), dopo un così
Sembrerebbe che Berlusconi si sia calmato. Fateci caso: dopo alcuni giorni, nei quali s’è sbizzarrito e sfogato, contro il sovranismo ed il fascismo da lui sdoganato (tanti anni fa), è
Mentre il governo giallorosso non sa dove pescare i fondi per evitare il mortale spettro dell’IVA e invoca l’intervento di Mamma Merkel e dello zietto Macron, il sorridente Di Maio,
Nicola Zingaretti, un nuovo modello di ogm. Il sorprendente (non proprio stupefacente: non ne ha la verve) segretario del PD, votato dalla base (all’epoca, sensibile alle mortificazioni da Banca Etruria),
No, non possiamo. Non possiamo, per una quota di rispetto che non deve mai mancare, ribadire il concetto, già espresso, sulla situazione grave, ma non seria. Che era lo slogan
L’abbiamo già annotato. Ma repetita iuvant. Di Maio ed il risorto Beppe Grillo, con il corollario degli agitatissimi parlamentari pentastellati, hanno azzardato un bluff, che sapeva di precarietà fin dal
Ieri, tappa decisiva di quella che, ormai, deve ritenersi una partita in più tempi. Verso le ineluttabili, prossime elezioni. Fatte salve, ovviamente, le decisioni del presidente della Repubblica. Il quale,