Be’, prendiamoci una (brevissima) pausa, in attesa della sentenza umbra. Che, per sacro rispetto, non definiremo “francescana”. Cominceremo, in queste nostre divagazioni d’occasione, dall’incontro del 26 ottobre scorso, al Viminale, tra la padrona di casa, il ministro Luciana Lamorgese (la sostituta, invero un po’ disorientata, di Matteo Salvini all’Interno) e le cosiddette organizzazioni non governative.
Quelle che oscillano tra due visioni contrapposte: chi, come Salvini e la Meloni, le interpreta come “tassisti dei migranti” e chi, all’inverso, le glorifica come magnifiche, munifiche, generosissime entità “di salvataggio” dei medesimi migranti. Ha avuto gioco facile, Salvini, a twittare il suo sdegno: “Trovo che sia una vergogna inammissibile che al Viminale, nel palazzo della sicurezza italiana, si ricevano le Ong, che violano le leggi, che si riceva chi ha rischiato di ammazzare militari italiani”.
Alcuni deputati leghisti hanno osservato che, per l’appunto, tra le Ong invitate risultavano perfino quelle di Luca Casarini e di Carola Rachete, la “capitana” tedesca, assurta ai dubbi onori della cronaca per aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza… Chissà quale sarà stato l’entusiasmo dei finanzieri e delle altre forze di polizia e di sicurezza pubblica, quando hanno appreso che la loro comandante suprema, il ministro Lamorgese, aveva assunto l’iniziativa dell’invito ufficiale, al Viminale, alla Rachete.
Gli ultimi dati della fondazione Migrantes
A proposito di migranti. Ormai, bisognerà coniare un nuovo slogan, modellato sul motto del film “Grand Hotel” della divina Greta Garbo: “Migranti: gente che viene, gente che va… Tutto senza scopo”. Con un’unica rettifica: forse e senza forse, questa volta lo scopo c’è, eccome. Ma cominciamo dall’inizio. Gli ultimi dati, resi noti dalla fondazione Migrantes, della CEI (la Conferenza Episcopale Italiana), ossia l’organizzazione dei vescovi, sono semplicemente un preanuncio funebre. Purtroppo, per l’Italia, che, gradualmente, s’avvia all’estinzione. I dati, infatti, riguardano i trasferimenti (presumibilmente, definitivi) degli italiani all’estero. Addirittura, siamo arrivati a cinquemilioni e trecentomila italiani, che risiedono stabilmente all’estero. Il nove per cento della popolazione. La quale, peraltro, include anche i migranti che si sono riversati sulle nostre coste, o che hanno perforato le nostre frontiere colabrodo, provenendo da altri Paesi e da altri continenti.
Il drammatico numero dei minorenni italiani
La fondazione vaticana puntualizza che molti minorenni italiani, da tempo, seguono i loro genitori all’estero. Per un viaggio che, probabilmente, sarà con biglietto di sola andata. Insomma, la tanto paventata (e sbeffeggiata, da sinistra) sostituzione etnica è in pieno corso. C’è solo da stabilire se e quando si concluderà. Nel frattempo, i nostri miopi politici si baloccano e si gingillano con la manovra, con le bugie, talune diplomatiche, altre invero un po’ sfacciate, dello smemorato Giuseppe Conte, con Renzi che mina dall’interno il Partito Democratico, con Salvini che, di tanto in tanto, la fa fuori dal vaso, con la malcelata rivalità mortale tra Di Guaio ed il premier mai votato (“Conte si ricordi che lì l’abbiamo messo noi”, è il mantra prediletto di Luigino da Pomigliano d’Arco) e con tutte le altre amenità di circostanza.
In tutto il mondo, reazioni di una violenza impressionante. In Italia, per fortuna, emigrazione silenziosa…
Impressiona, in ogni caso, l’assoluta mancanza di reazione del popolo italiano (fin quando lo si potrà appellare così). Un popolo che, in silenzio, senza battere ciglio, prende i bagagli e se ne va. Senza minimamente aspirare al ritorno… Anzi… Il tutto, mentre la televisione ed il web informano, a catena di montaggio, della sensazionale, inquietante sequenza di sollevazioni di milioni di persone (dai giovani, perfino agli anziani), in Libano, in Cile, nell’estremo Oriente, un po’ dappertutto. Un esempio di ammirevole civiltà, quello italico. O di rassegnazione talmente cupa, da togliere anche la voglia di gridare la propria indignazione. Negli ultimi 13 anni, dal 2006 al 2019, la controemigrazione (dall’Italia verso altri Paesi) è spaventosamente lievitata: nella misura mozzafiato di oltre il 70 per cento. Alle spicce: da poco più di 3,1 milioni, gli italiani all’estero son diventati quasi 5,3 milioni. Inoltre, il 48,9 per cento ha abbandonato il Sud. E poi, si ha anche la spudoratezza di fingere di chiedersi come risolvere la gravissima, sempre più irreversibile problematica della forbice tra Nord e Sud Italia… Quanto ai minori, sono 794.467 (e rappresentano il 15 per cento).
Il “fintotontismo”
Nel merito della spinosa questione, imbarazzantissima e davvero incommentabile (per non dire altro), i commenti dei lettori, sulle edizioni on line dei giornaloni di sinistra, sono costantemente (e, diremmo, coerentemenete) ispirati al più puro fintotontismo, quello imperante. Cioè, tutti fingono di non ricordare (e di non essere, comunque, consapevoli) che sono stati i partiti della triade disgrazia (DC, PCI e PSI), a spolpare l’osso ed a succhiarsi perfino l’ossobuco. Un solo esempio: le pensioni, ad assurdo beneficio di chi avesse “lavorato” per quindici anni, sei mesi ed un giorno (ti raccomando quel giorno in più…), con, mediamente, una residua quota di una quarantina d’anni, da vivere sulle spalle di questa sventurata Nazione, chi le ha legiferate, volute, non osteggiate, mai ostacolate, anzi, propiziate, propugnate e favorite? Per qualche voto in più. O, meglio, per tantissimi voti in più. Qualcuno doveva pur pagarne il conto. Ed eccoci qui, tristemente, a saldarlo, quel conto. Anche con le migrazioni dall’Italia… Che dire? È stata davvero una lungimiranza plurisecolare, quella del sommo Dante Alighieri: quest’Italia degli anni Duemila è proprio un “bordello”.
L’ossessione della Gruber
L’ossessione di Lilli Gruber (e, solo un tantino in meno, di Tiziana Panella, di Tagadà): Matteo Salvini. L’ultima della altoatesina Gruber, a Otto e mezzo, ieri sera, sabato, è stata “la bestia” di Salvini, una sciccheria mutuata da un’altra ossessionata, Milena Gabanelli. La bestia è, secondo le virago de sinistra, il moltiplicatore dei like a sostegno di Salvini. Avanti così, Lilli. Sarà, ma davvero, la più efficiente promoter dell’odiatissimo leader leghista… Per dire anche della Panella, su Tagadà storie ha presentato la professoressa che, nel 1969, cinquant’anni fa, ideò l’Erasmus, la brillante istituzione scolastica degli scambi culturali tra studenti europei.
Un insolitamente frizzante Umberto Eco
Per il vero, non è mancata la citazione di Umberto Eco, che, nello spezzone di intervista, aveva fatto un pungente accenno agli scambi sessuali, come uno dei due (due, mica cento…) motivi fondanti, come si direbbe oggi, della nobile innovazione universitaria. Poco c’è mancato che s’indulgesse alla gergale definizione del progetto, quella in voga tra gli studenti: Orgasmus…
L’immancabile commentino
Ma quel che ci preme sottolineare è che non è mancata una vocina fuori onda, che s’è premurata di commentare che l’Erasmus sia un autentico vaccino contro populismi, sovranismi ed anti-europeismi… Nessuno si rende conto che è proprio di codeste bizzarrie, provocazioni e forzature estreme che il sovranismo si alimenta. Per elementare reazione, di stomaco ulcerato, di chi non abbia da difendere, né da salvaguardare, gli interessi dei poteri forti. Eccoci, insomma, ad una tipica info-panza, o panza-news. Non è mancato, nel mirabile programma della Panella, l’attacco agli anziani, quei buzzurroni, quegli egoistoni che, ad esempio nel Regno Unito, hanno votato sì alla Brexit e che, in tutta Europa, sono, semplicemente, catastrofisti. Ebbene, gli anziani saranno magari catastrofisti, con un bel suffisso, quello finale, immancabile. Ma come la mettiamo, con i 5,3 milioni di italiani che sono giù andati via dal loro Paese natio? E il modello di coloro che hanno succhiato il sangue ai popoli, in Europa (per intenderci: alla Romano Prodi)? Come potremo definirli, costoro: draculisti?
La cinquantesima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, giovedì 31 ottobre.

