Fino a 220 euro in più al mese: ecco come cambiano le buste paga dei dipendenti pubblici

È stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centrali, che comprende ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici.

L’intesa, sottoscritta all’Aran insieme alle organizzazioni sindacali, riguarda circa 200mila dipendenti pubblici per il triennio 2025-2027.

Il nuovo contratto prevede incrementi retributivi medi pari a 160 euro mensili a regime. Gli aumenti varieranno in base all’inquadramento professionale:

  • si parte da circa 126 euro per il personale dell’area operatori
  • fino a oltre 220 euro mensili per le figure ad alta professionalità.

Gli adeguamenti salariali saranno distribuiti in tre fasi successive, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027.

Tra i firmatari dell’accordo figura anche la Fp-Cgil, che nella precedente tornata contrattuale aveva scelto di non sottoscrivere l’intesa. Il sindacato ha evidenziato come il nuovo contratto introduca alcune novità considerate significative, tra cui un sistema di monitoraggio finalizzato a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori in caso di aumenti inflattivi superiori alle previsioni.

Tra le innovazioni previste compare inoltre una modifica relativa alle ferie: per la prima volta dopo molti anni, i neoassunti avranno lo stesso trattamento dei colleghi con maggiore anzianità di servizio.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha sottolineato come il rinnovo sia stato definito all’interno del triennio di riferimento, un risultato ritenuto particolarmente importante per la contrattazione nel settore pubblico.

Secondo il ministro, il nuovo accordo rappresenta un segnale concreto di valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente dai dipendenti pubblici e garantisce un incremento medio delle retribuzioni pari al 5,4%, contribuendo a rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori del comparto.