Covid, Scuola: le Regioni per il rinvio della riapertura. De Luca pubblica l’ordinanza

Alle medie e alle superiori con due positivi in classe i requisiti per frequentare in presenza, “durante il regime di autosorveglianza, devono essere dimostrati dall’alunno“. Dunque, viene precisato dal Miur sul suo sito, la norma “autorizza le scuole a prendere visione della situazione vaccinale degli studenti, senza che ciò comporti una violazione della privacy”. “Con due casi di positività nella stessa classe -viene precisato ancora- coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario, i guariti da meno di 120 giorni, chi ha fatto la dose di richiamo, possono frequentare in presenza, in regime di autosorveglianza”.

La norma, è ribadito, “autorizza le scuole a prendere visione della situazione vaccinale degli studenti, senza che ciò comporti una violazione della privacy”.  La nota operativa inviata dal Miur alle scuole in vista della riapertura degli istituti ricorda che si prevedono “tamponi gratuiti per chi è in regime di autosorveglianza. Tamponi che potranno essere effettuati presso le farmacie e le strutture convenzionate”. Lo precisa il Miur sul suo sito. Nella nota si spiega che servirà la “prescrizione medica”.

LE REGIONI – Continua il dibattito sul rientro a scuola in presenza, con le Regioni che chiedono al governo di rinviare la data del rientro in classe. “Sulla scuola penso sia fondamentale l’autorevole espressione scientifica del Cts, che stiamo ancora attendendo, dopo che su mia iniziativa questa richiesta è stata presentata in Conferenza Regioni e portata al Governo”.

Lo dice all’Ansa il governatore del Veneto, Luca Zaia. Secondo Zaia, di fronte “all’importante ondata del contagio” e al dibattito conseguente sulla riapertura o meno “abbiamo davanti uno scenario che sarà un ‘calvario’ per la scuola, tra insegnanti colpiti dal Covid, altri assenti per malattia, altri ancora no vax e nuove regole della Dad. Insomma quella della scuola rischia d’essere una falsa apertura”. “Di certo – aggiunge il presidente del Veneto – non avremo le scuole piene”. E siccome, in linea di principio, riflette Zaia, “le Regioni potrebbero attivare ordinanze in qualsiasi momento, e dall’altro, come sta accadendo, il Governo impugnarle, penso sia quanto mai fondamentale una espressione autorevole dal punto scientifico sul tema scuola del Cts, che inspiegabilmente ancora non si è espresso”. “Auspico che ciò avvenga quanto prima – conclude – perché lunedì 10, in linea teorica, si dovrebbero aprire le scuole”.

Intanto in Sicilia il governo rinvierà la riapertura delle scuole di tre giorni per consentire di verificare tutti gli aspetti organizzativi a causa dell’aumento dei contagi da Covid, secondo quanto emerge dalla task force regionale riunitasi, alla presenza degli assessori regionali alla salute Ruggero Razza e all’istrizione Roberto Lagalla. Mercoledì prossimo è prevista un’altra riunione della task force. Ma il governatore Musumeci fa di più e chiede al governo il ritorno alla Dad. “Registro la unanime posizione di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari, che ci chiedono di farci interpreti con il governo nazionale della necessità di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza”. Lo dice in una nota il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dopo la decisione di far slittare il rientro a scuola dopo le vacanze a giovedì prossimo, invece di lunedì 10 gennaio, utilizzando, scrive Musumeci, “i nostri poteri di autonomia primaria sul calendario scolastico”.

Il ricorso alla dad per le scuole medie, elementari e dell’infanzia in Campania è giustificato dalla situazione sul territorio regionale che corrisponde alla fattispecie di “circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Sars-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica” indicata dal decreto legge 6 agosto 2021 che consente anche nelle Regioni che non si trovino in zona rossa, eccezioni allo svolgimento in presenza delle attività educative e scolastiche.

Lo evidenzia l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca. Il governatore della Campania nell’ordinanza con la quale blocca il riavvio della scuola da lunedì’ per materne, elementari e medie, sottolinea che “nel numero di soggetti attualmente positivi nella fascia d’età 0-19 anni si registra un incremento pari a circa il 30 % rispetto alle scorse settimane“. In Campania venivano rilevati 118 focolai scolastici comunicati alla chiusura delle scuole per le festività natalizie e un totale di 9781 focolai nella settimana 27 dicembre-2 gennaio, di cui nuovi focolai nell’ultima settimana pari a 6963″, precisa.

Il Tar della Campania ha chiesto alla Regione di presentare ulteriori documenti per poter decidere sul ricorso presentato da alcuni genitori contro l’ordinanza del presidente De Luca con la quale si dispone la sospensione dell’attività didattica in presenza per infanzia, primaria e medie a causa del Covid. L’integrazione dovrà essere presentata ai giudici amministrativi entro le 11 di lunedì. La decisione è stata assunta dai giudici della Quinta sezione che chiedono di avere una integrazione degli atti prima di esprimersi sul ricorso d’urgenza dei ricorrenti, assistiti dagli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci.

“Il Governo italiano, nonostante i rischi epidemiologici legati all’ancora basso livello vaccinale dei bambini da 5 a 11 anni, ha deciso di far riprendere le lezioni in presenza da lunedì 10 gennaio. Le vostre preoccupazioni sulla riapertura della scuola sono anche le mie e quelle dei presidenti delle regioni italiane”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sottolineando che “le Regioni hanno, invano, richiesto un posticipo della riapertura per avere il tempo di completare le vaccinazioni degli studenti e in particolare quelle dei più piccoli, ma il Governo sul punto è stato irremovibile”.

I PRESIDI – Per il presidente dell’Anp Antonello Giannelli, “già in queste ore, il numero di studenti positivi, in alcune scuole, ha raggiunto l’ordine delle decine e addirittura centinaia e questo rende quasi impossibile attuare le procedure previste. A mio avviso è molto improbabile che il sistema sanitario, nonostante il supporto delle farmacie nell’esecuzione dei tamponi per gli studenti della scuola secondaria, possa smaltire tempestivamente l’enorme carico di lavoro”. “Stimiamo che lunedì potrebbero essere assenti 100.000 dipendenti della scuola su un milione – tra docenti e personale Ata – ovvero un 10% del totale, per le più svariate questioni legate a Covid, quarantene, vaccini eccetera”. Lo dice interpellato dall’ANSA il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli precisando “che per ovvi motivi si tratta di numeri stimati approssimativamente e che saranno verificati una volta aperte le scuole”.

Oggi convocazione del Ministero dell’Istruzione per i sindacati della scuola per un’informativa sulle nuove regole per la gestione dei casi.

Fonte Ansa.it