Sembrerebbe che Berlusconi si sia calmato. Fateci caso: dopo alcuni giorni, nei quali s’è sbizzarrito e sfogato, contro il sovranismo ed il fascismo da lui sdoganato (tanti anni fa), è ripiombato nel silenzio. Forse, l’avranno indotto alla calma ed alla prudenza i sondaggi, per i quali ha sempre avuto una predilezione. Ma che, ora, lo mortificano addirittura, dando la Meloni in forte spolvero, pronta, ormai, a superare, in tromba, forza / debolezza Italia. O, forse, s’è preoccupato per la reazione di Salvini, che ha paragonato il Berlusca anti-sovranismo ed anti-fascismo a Roberto Saviano e a Gad Lerner…
Casaleggio sotto silenzio, all’ONU…
Intanto, Davide Casaleggio è stato, sostanzialmente, silenziato (ma a suo beneficio), nel suo intervento all’ONU. Il furbo PD ha dapprima timidamente protestato, per il conflitto d’interessi di chi (Casaleggio, per l’appunto) avrebbe preso la parola, il 2 ottobre, addirittura al Palazzo di Vetro, per spiegare la piattaforma Rousseau, nell’ambito di un’iniziativa del governo italiano (non di un Beppe Grillo…). Poi, silenzio. Prudenza. Ritorna in mente Alessandro Manzoni, con la sua monumentale opera, “I promessi sposi”, quando il Conte zio suggerisce al Padre provinciale: “Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire…”. E le polemiche si sono, più che sopite, addirittura dissolte nel nulla. A prescindere solo dall’interrogazione leghista sulla natura dell’intervento (governativo, filo-governativo, o privato, magari… disinteressato). Il ministro grillino Paola Pisano, che ha preso la parola prima di Davide Casaleggio, al Palazzo di Vetro, ha commentato l’intervento del presidente della piattaforma Rousseau come una spiegazione sul voto digitale. Ha puntualizzato che la piattaforma è stata nominata, sì, ma… solo una volta, da Casaleggio junior, e senza alcun riferimento a sé stesso. Insomma, innocenza pura e cristallina, limpida come acqua di fonte. Ma, intanto, pubblicità mondiale, anzi, globale. Proprio su iniziativa del Movimento (oggi, ormai, in tutto e per tutto partito), un dì il più anti-globalista ed anti poterista che si potesse immaginare. Appunto: una volta…“
I nobili manti
Davide Casaleggio ha rivestito il suo discorso pro democrazia digitale di mantelli nobilissimi, rivendicato il diritto dei cittadini “di godere realmente della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Con queste espressioni, ha ritenuto di legittimare la piattaforma ed, anzi, di esaltarla. In otto minuti, ha sostenuto la sua tesi, sulla tecnologia che modificherà tutto, anche i meccanismi della democrazia. Ci attendono sviluppi interessanti. Il presidente Mattarella se ne dovrà fare una ragione? E, con lui, tutti i costituzionalisti? E, con tutti costoro, tutti i difensori del voto tradizionale? Ignorando ed, anzi, facendosi beffe delle polemiche squassanti sulla garanzia zero della piattaforma?
Ma la manovra angoscia…
Ma queste, per ora, sono quisquilie. Quel che davvero conta è la manovra economica. Sulla quale il ministro Gualtieri si guarda bene dal chiarire i dettagli, anch’egli preferendo dichiarazioni diversive. Manco a dirlo, anti-salviniane. Con una sostanziale verità di fondo: che il Matteo del Nord si sia voluto scansare i disagi, gli imbarazzi, le criticità delle scelte del DEF. Ma, intanto, la mossa a sorpresa dell’irrefrenabile Domald Trump rovescia il tavolo… I dazi, quest’arma prediletta dal terribile ciuffolone americano, colpiranno (nella spaventosa misura del 25%) i prodotti d’eccellenza dell’Italia: pecorino romano, parmigiano reggiano, mozzarella, provolone, prosciutto. Forse, anche olio e prosecco. Una catastrofe del tutto inattesa, per il Conte conte-so. E fresco reduce dai complimenti trumpiani. Complimenti a parole, scudisciate nei fatti. E che dire dell’ineffabile Mike Pompeo, Sottosegretario di Stato degli USA, che se ne viene, tomo tomo, cacchio cacchio, in visita in Italia (ed al suo paesello d’origine atavica), entusiasmando Conte e Di Maio. Salvo, poi, dietro il sorrisino e le pacche sulle spalle, sfoderare i dazi trumpiani?
Le immancabili Francia e Germania…
Trump ha avuto il via libera dal WtTO (“World Trade Organization”), l’organizzazione mondiale del commercio. Dunque, gli Usa potranno imporre, dal 18 ottobre prossimo, dazi sui beni provenienti dall’Unione Europea, fino a 7,5 miliardi di dollari (circa 6,8 miliardi di euro), come compensazione punitiva, per gli aiuti europei ad Airbus. Insomma, l’Unione Europea sbaglia, l’Italia, come sempre, ne paga le spese, risarcisce i danni e si gratta le rogne… Provate un po’ ad indovinare quali Paesi si nascondano, dietro la sigla “Airbus”. Ma guarda un po’, Francia e Germania. Il presidente di Airbus è Fabrice Brégier, un francese. La sede principale è a Blagnac, nei pressi di Tolosa. In Francia… E la lotta, corpo a corpo, è tra Airbus e l’azienda statunitense Boeing…
Imbarazzo e sorpresa, per Di Maio e Conte
Di Maio, sempre più Di Guaio, sulla prospettiva dei nuovi dazi USA: “L’Italia difenderà i suoi interessi nazionali su ogni campo, specie quello economico e commerciale”. E Conte, di rimando, con espressioni più democristianone che mai: “In questo confronto sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, l’Italia non può non considerare che siamo coinvolti come UE. Tuttavia, confidiamo di poter ricevere attenzione dal nostro tradizionale alleato su quelle che sono alcune nostre produzioni strategiche”. Attenzione? “Ma che vor dì”? In questo scenario, le reazioni delle Borse europee sono state preoccupanti. E siamo solo all’inizio… E il nostro premier parla di attenzione…
La Germania barcolla
I cinque principali istituti economici tedeschi (Diw, Iwh, Ifo, Ifw e Rwi) hanno tagliato le stime di crescita per il 2019 e per l’anno prossimo, per quella che, una volta, era la locomotiva (a fatti suoi) del Vecchio Continente. Per quest’anno si prevede una crescita del Pil dello 0,5% (contro lo 0,8% previsto in precedenza), il livello più basso dal 2013. Ma siamo proprio sicuri che sia un grande affare, codesta mitica UE, a trazione sempre più franco-tedesca?
E la manovra…
Quanto alla manovra gualtieriana, ci si limiterà ad una sola constatazione. Per ora. Nel 2011, l’Unione Europea diede disco rosso, che più rosso non si poteva, alla drammatica manovra di Berlusconi, nella fase più angosciante della sua parabola politica. Silvio aveva previsto l’introito di tre miliardi in due anni, dal recupero dell’evasione fiscale. Ebbene, grazie alla parola magica, “flessibilità”, il governo giallorosso otterrebbe molto di più e per un solo anno, non due, di recupero dell’evasione. Ma vi sembra davvero una cosa seria?
Ci mancava solo il Vaticano…
In tutto questo sconquasso, è scoppiato, deflagrando con potenza devastante, l’ennesimo scandalo in Vaticano. Questa volta, di natura economico-finanziaria. Non della vergognosa peste della pedofilia. Uno scandalo, però, da centinaia di milioni di euro. Si tratterebbe, come confermato dalla disposizione interna della gendarmeria vaticana, di una complessa, articolata compravendita immobiliare, sviluppatasi a Londra. Le denunce, fatte dallo Ior e dal Revisore generale, riguarderebbero tempi recenti. Che coinvolgerebbero monsignor Angelo Becciu, ex sostituto, promosso, pochi mesi fa, cardinale e prefetto per la Congregazione delle Cause dei Santi. Siamo appena all’inizio. Ma una considerazione può esser fatta: papa Francesco, evidentemente, non è, poi, tanto temuto, dalle parti del Vaticano… Comunque, è una tristezza infinita.
Le maliziose insinuazioni di Salvini su Conte e Renzi
S’inizia a bisbigliare, sugli organi d’informazione, dei presunti rapporti sotterranei, tra Renzi e Conte, magari fondati sul fatto che il premier mai votato (d’altronde, proprio come il tosco dispittoso) sia stato un ex fan renziano… Ma la vicenda s’intorbidisce. Perché Salvini ha sparato una pesante insinuazione, sui servizi segreti e sulla circostanza che Conte abbia voluto riservare a sé stesso la delega. Con una chiosa che, però, sorge spontanea, per associazione d’idee: e il problemaccio del Russiagate? Ma vuoi vedere che le insinuazioni sono mirate proprio a questo?
Ed, intanto, proprio ieri sera, da Lilli Gruber, a Otto e mezzo, s’è avuta la prova di due aspetti, che, per quanto disperatamente negati, sono, viceversa, lo specchio della realtà: il palpabile nervosismo a sinistra (emerso nello scontro tra la Gruber e Matteo Renzi). L’ambiguità del tosco dispittoso, vanamente incalzato dalla conduttrice. E che s’è trincerato dietro il rinfaccio, alla giornalista, della sua predilezione per i modelli ottocenteschi dei partiti. Un tassello in più, imprevisto così velocemente, nel mosaico renziano. Ma ci ritorneremo…
La quarantatreesima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, domenica 6 ottobre.

