Welfare aziendale, un concetto che non è stato ancora recepito completamente da tutti

Benché sia stato sdoganato come concetto in Italia ormai da diversi anni, il welfare aziendale non sempre viene recepito nel modo giusto.

Letteralmente può essere tradotto con benessere aziendale, ma la cosa importante da capire è che la sua applicazione può variare sensibilmente da azienda ad azienda, ma anche a seconda delle varie necessità dei collaboratori.

Non si tratta di semplici regali da donare ai dipendenti, ma fondamentalmente il welfare aziendale ha l’obiettivo di perseguire la loro felicità ed il loro benessere non solo nell’ambito lavorativo, ma anche in quello familiare e privato.

Un dipendente che vede aumentare notevolmente il suo potere d’acquisto, grazie a benefit, beni o servizi erogati dalla ditta per la quale lavora, è più soddisfatto professionalmente e quindi risulta più produttivo.

La stessa società, oltre a veder notevolmente incrementare la produttività aziendale, fidelizza maggiormente i suoi collaboratori, che quindi sono meno propensi a cercare altri lavori.

Si riduce quindi la percentuale di assenteismo e di turn over, tagliando così anche i costi necessari per la formazione dei nuovi assunti.

Altro aspetto da non sottovalutare è il grande appeal che ha un’azienda che adotta politiche di welfare nei confronti dei migliori talenti del settore.

Le aziende possono anche ottenere importanti benefici fiscali, perseguendo il benessere dei loro collaboratori e riducendo in modo significativo le spese aziendali, a beneficio di un importante aumento del fatturato.

I piani di welfare, all’interno delle aziende, vanno però personalizzati e plasmati sulle necessità e sulle esigenze dei collaboratori.

Un dipendente di 50 anni sposato e con figli avrà sicuramente necessità diverse rispetto ad un 30enne single e senza figli; così come un collaboratore over 60 e

prossimo alla pensione avrà altre aspirazioni e desideri rispetto ad un collaboratore under 30 che ha appena iniziato la sua carriera.

Le aziende sono quindi chiamate ad effettuare delle analisi interne, per poi poter elargire bonus e benefit diversificati a seconda delle esigenze dei vari dipendenti.

Quali sono i benefit che si possono adottare e promuovere? Sono diversi ed ognuno può adattarsi a vari piani di welfare.

Tra i più gettonati ci sono i buoni spesa, che consentono ai dipendenti di fare shopping presso negozi fisici, supermercati ed anche e-commerce senza intaccare il loro stipendio.

Ai buoni spesa si affiancano spesso i buoni carburante, che consentono di fare benzina presso le pompe convenzionate. Questo prodotto, ad esempio, farà sicuramente felici i dipendenti che vengono da lontano e devono percorrere diversi chilometri ogni giorno.

Ci sono poi i cosiddetti flexible benefit, cioè importi erogati dall’azienda che possono essere spesi in beni o servizi defiscalizzati, per favorire la conciliazione tra vita privata e vita professionale per un maggiore benessere psicofisico.

I fruitori possono usarli per ottenere sconti su centri medici, piscine, palestre, scuole, viaggi, teatri e tante altre strutture a seconda delle proprie preferenze.