Vittorio Menghini, Trentino-Val di Sole: “I napoletani portano gioia e spensieratezza”

In questi giorni si susseguono tante notizie in merito all’attesissimo ritiro del Napoli, che quest’anno non si svolgerà a Dimaro in Trentino, come avviene da ben nove anni, ma avrà luogo a Castel di Sangro in Abruzzo. Una decisione questa dettata dalla situazione pandemica che l’Italia come il resto del mondo ha vissuto e sta ancora vivendo in questo periodo. Una situazione quella legata al Covid-19 che ha dovuto per forza di cose far slittare sia le date del ritiro sia cambiarne la destinazione.

Ai nostri microfoni, il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, aveva sottolineato, la volontà di far vivere le emozioni azzurre vissute a Dimaro anche a Castel di Sangro, parlando di una città pronta ad accogliere i tantissimi tifosi che seguono il ritiro. Qualche giorno fa la notizia di una svolta quasi epocale, un accordo che avrebbe legato il Napoli a Castel di Sangro per ben 6 anni con opzione di rinnovo per altri 6 anni. Un contratto che avrebbe legato il Napoli di De Laurentiis alla cittadina abruzzese.

La notizia ha sicuramente preoccupato gli abitanti, i commercianti e gli albergatori di Dimaro, della Val di Sole e del Trentino, che in questi nove anni hanno vissuto un’impennata nel settore turistico e non solo. Abbiamo intervistato Vittorio Menghini che si occupa del turismo in Val di Sole, ed è responsabile del ritiro del Napoli a Dimaro. Con lui abbiamo parlato del ritiro, dei cambiamenti di Dimaro dal primo ritiro ad oggi e di molto altro ancora. 

Quest’anno il ritiro del Napoli è a Castel di Sangro. Qualche giorno fa la notizia di un accordo di 6 anni più altri 6 di ritiro in Abruzzo. Nelle ultime ore il Napoli ha diramato un comunicato dicendo che il ritiro 2021 sarà a Dimaro. Facciamo un po’ di chiarezza?
“I rapporti tra il Trentino-Val di Sole e la società del Napoli sono stati sempre ottimi e lo saranno sempre. La situazione che ha colpito il paese ed il mondo intero ci ha fatto ragionare sul fatto che sarebbe stato improponibile un ritiro come gli anni scorsi. Fare un ritiro qui a Dimaro sarebbe stato molto complicato, visto le norme del decreto che vieta gli eventi in Trentino. Ci sono buone prospettive per proseguire un rapporto che va avanti da nove anni perchè il rapporto è ottimo. Per noi è un’appuntamento fondamentale quello con il Napoli e con i suoi tanti tifosi che ogni anno vengono qui a Dimaro, sono tre settimane che creano una cornice spettacolare”. 

Cosa significa per Dimaro e la Val di Sole, ospitare il Napoli?
“È sicuramente un valore aggiunto economico importante anche se non è la priorità. Il flusso di tifosi è enorme. C’è un clima gioviale, il napoletano porta gioia e spensieratezza ovunque vada, soprattutto qui a Dimaro perché viene a seguire la squadra del cuore. Viviamo 3 settimane dove sembra essersi trasferiti a Napoli. Il giorno dopo la fine del ritiro è uno choc, perchè manca quell’allegria di fondo che invade le nostre strade. Un po’ come quando finiscono le feste di Natale. C’è un legame forte di fratellanza. Nei primi anni c’erano un po’ di timori ma i napoletani hanno smentito i pregiudizi che molto spesso qualcuno ha nei loro confronti”. 

Come avete appreso la notizia di un accordo di 12 anni?
“La notizia sui 12 anni ci ha messo un po’ di tristezza. Poi il comunicato del Napoli ci ha rincuorato. In ogni confronto c’è sempre stata la trasparenza sia da parte della società che da parte del Trentino nel raggiungere la prospettiva migliore per quest’anno vista la pandemia. Farlo qui quest’anno sarebbe stato quasi come farlo a porte chiuse, perchè le misure di restrizione avrebbero imposto la presenza di poche persone”.  

Cosa è cambiato da quando il Napoli è arrivato per la prima volta ad oggi?
“Sia Dimaro che la Val di Sole sono molto più conosciute. I napoletani sono in tutto il mondo, Dimaro ha avuto un contributo soprattutto da voi giornalisti che avete dato lustro al paese e soprattutto ne avete creato una grande vetrina seguendo il Napoli. Oggi si associa Dimaro al Napoli”. 

Nel 2018 Dimaro è stata colpita da una forte alluvione, il nostro ricordo va anche alla vittima di quella tragedia. Proprio il sindaco Lazzaroni all’epoca parlò della solidarietà da parte del Presidente Aurelio De Laurentiis, della squadra e di tutta la società azzurra, sottolineando le donazioni di tantissimi napoletani facendo sentire la loro vicinanza ai tanti amici cittadini e albergatori. Parlando di un bellissimo rapporto di fratellanza. Quanto è servito il ritorno del Napoli dopo quella situazione?
“È stato sicuramente importante, perchè era un segnale che tutto ripartiva. Ricominciare dopo quella tragedia era doveroso. Il ritiro del Napoli potrebbe essere stato uno dei motivi che ha spronato a ricominciare e a rialzarsi da quella tragedia che ha causato anche una vittima. Ricordo la voglia di ricominciare dei tanti volontari dai Vigili del Fuoco alla Protezione Civile, dal Comune alla Provincia, tutti insieme hanno fatto un miracolo per sistemare tutto e per far in modo che l’accoglienza della squadra e dei tifosi fosse perfetta”. 

Quanto è l’indotto economico e turistico che si sviluppa durante il ritiro?
“Il valore economico è importante dalla piccola bottega di paese al grande supermercato lavoravano tutti. È un ritrovo di tifosi partenopei, che da nove anni è diventato un appuntamento annuale. I tifosi napoletani hanno più voglia di vivere la montagna, e scoprire il territorio, il vostro amore per il Napoli non ha eguali, quindi si segue molto la squadra ma nei giorni di riposo i tifosi vanno in giro a visitare castelli e tutto quello che il paese offre. Un rapporto di quotidianità, di risate, di emozioni che restano dentro e sarebbe stato un peccato che fosse finito. Noi informazioni sulla chiusura dei rapporti non ne abbiamo avute. È un po’ come le grandi storie d’amore ci prendiamo un anno di pausa. Io spero che il matrimonio vada avanti”.

Vittorio so che c’è un aneddoto particolare che ricordi durante uno dei ritiri qui a Dimaro che riguarda Higuain se non sbaglio? 
“Si, una delle cose che più è attesa è l’acquisto dei calciatori da parte della società, ricordo l’acquisto di Higuain, che arrivò a Dimaro nel bagagliaio della macchina. quella fu una delle cose più eclatanti legate al ritiro e all’acquisto di un calciatore”.