Unesco: Mipaaf candida il caffè espresso italiano. Massimiliano Rosati del Gran Caffè Gambrinus: «Aspettiamo il riconoscimento»

“In Italia il caffè è molto di più di una semplice bevanda: è un vero e proprio rito, è parte integrante della nostra identità nazionale ed è espressione della nostra socialità che ci contraddistingue nel mondo”.

Con queste parole il Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, annuncia l’approvazione all’unanimità da parte del Mipaaf della candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco de “Il caffè espresso italiano tra cultura, rito, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli”. “Siamo molto soddisfatti di essere arrivati ad una candidatura unitaria” commenta.

Grande soddisfazione al Gran Caffè Gambrinus, storico locale nel cuore di Napoli, uno dei più importanti sostenitori della candidatura. Massimiliano Rosati, tra i titolari della storica caffetteria napoletana ha dichiarato: “Il rito del caffè espresso è sempre stato un bene di tutti, un momento fatto di calore e cultura che va oltre la semplice bevanda. Il caffè qui a Napoli è da sempre motivo di aggregazione, cultura e socialità e ci auguriamo ora che l’Unesco lo riconosca ufficialmente. Alla fine il ministero, come aveva annunciato, ha presentato per l’Italia una candidatura unica per riunire le peculiarità del caffè espresso italiano e di quello napoletano fatto di aggregazione, cultura e socialità”.