La Corte di Cassazione ha pronunciato una decisione destinata a segnare un passaggio delicato nel procedimento legato al crollo di Rampa Nunziante. Con la sentenza resa nella notte, i giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato di omicidio colposo contestato a Massimiliano Bonzani, Pasquale Cosenza, Roberto Cuomo, Aniello Manzo e Gerardo Velotto. Allo stesso tempo, è stato disposto il rinvio alla Corte d’Appello per una nuova valutazione delle pene in relazione al reato di crollo colposo.
La pronuncia arriva a oltre otto anni dal crollo del 7 luglio 2017, tragedia in cui persero la vita otto persone, tra cui due bambini. Sul piano penale, la prescrizione dell’omicidio colposo chiude definitivamente quel capo d’imputazione e incide in modo significativo sul quadro sanzionatorio complessivo. In secondo grado, infatti, le condanne erano state determinate anche sulla base dell’omicidio colposo plurimo, fattispecie che prevede un aumento di pena fino al triplo in presenza di più vittime.
Resta invece in piedi l’impianto relativo al crollo colposo, reato che l’ordinamento punisce con una pena massima fino a cinque anni di reclusione, un limite sensibilmente inferiore rispetto alle pene inflitte in appello considerando anche l’altro capo d’accusa. Proprio per questo la Suprema Corte ha rinviato gli atti alla Corte d’Appello competente, che dovrà rideterminare le pene limitatamente al reato residuo, senza riaprire l’accertamento dei fatti.
Alla lettura della decisione, a Roma, erano presenti anche i familiari delle vittime. Otto morti che hanno segnato profondamente un’intera comunità, ancora oggi legata al ricordo di quel giorno. La lunga durata del procedimento e la complessità delle questioni giuridiche hanno accompagnato un percorso processuale vissuto con attesa e apprensione.
La sentenza della Cassazione non modifica il peso umano della tragedia né attenua il dolore per le vite spezzate. Si apre ora un nuovo passaggio giudiziario che riporta al centro il confronto tra diritto, memoria e giustizia per le vittime del crollo di Rampa Nunziante.

