Torre Annunziata, scandalo nella casa di cura: anziane positive al Coronavirus

“Nun c’è bisogno ‘a zingara p’andiviná, Cuncè”, diceva una vecchia canzone napoletana, e non ci vuole neanche un giornalista particolarmente bravo per capire cosa stava accadendo alla casa di riposo per anziane in corso Umberto I a Torre Annunziata.

Quando domenica scorsa siamo stati insieme ai parenti a vedere cosa stava accadendo, si è capito subito della gravità della situazione. La si è intravista nei loro stessi occhi che cercavano spiegazioni nelle forze dell’ordine presenti e volevano capire come fosse potuto accadere che gli operatori della RSA li avessero chiamati tre giorni prima, non per rassicurarli della situazione, ma per dire loro di portare via dalla casa di cura le parenti, alle quali non era stato neanche effettuato il tampone, così come previsto per prassi.

I parenti degli anziani hanno dovuto chiamare le forze dell’ordine e grazie all’interessamento del comandante dei vigili urbani Antonio Virno e del sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, che hanno chiamato i vertici dell’Asl, si sono potuti effettuare i prelievi nella stessa serata di domenica.

Tre operatori sanitari su 3 malati di Covid, con le 12 anziane presenti nella struttura come doveva finire questa storia? Chiaramente interpellati gli stessi operatori, non potevano che dire che era tutto a posto.

“Acquaiuolo l’acqua è fresca”… “Mica possiamo permetterci la chiusura del centro, mica possiamo perdere il posto di lavoro”, avranno pensato egoisticamente gli operatori. “Venite a prendervi gli anziani, magari malati di Covid, e portateli a casa. Noi salviamo il nostro stipendio”.

“Andava tutto bene”, hanno affermato, come le 2 anziane malate di Covid; andava tutto bene, come gli anziani lasciati senza ossigeno; andava tutto bene, come per il fatto che non è stata trovata la documentazione di 3 persone presenti in quella struttura.

Incompetenza o faciloneria che non può essere permessa in questi casi dopo quello che è successo nelle RSA settentrionali; eppure da quello che abbiamo potuto capire dalle parole delle forze dell’orine che hanno compiuto un sopralluogo in quell’appartamento adibito a casa di riposo, la stessa struttura non soddisfa norme e requisiti minimi per svolgere quella attività.

Cosa c’era da fare per evitare che accadesse tutto ciò? Forse i parenti avrebbero dovuto denunciare la situazione. Ma mettiamoci nei loro panni che già vivono con il senso di colpa di aver posto i propri cari in una struttura di cui immaginavano l’inadeguatezza, quei parenti che difficilmente potranno denunciare lo stato delle cose, perché significherebbe ammettere anche loro colpe, di aver chiuso un occhio per la loro giusta serenità familiare.

Ed ora con 3 operatori positivi e 2 pazienti malati di Covid cosa c’è da fare? Sicuramente pregare per loro e sperare in un decorso positivo della malattia e augurarsi che ci siano maggiori controlli in queste strutture, perché le case per anziani devono essere un luogo sicuro e dignitoso e non un parcheggio dell’obito.

Intanto, sale a 88 il numero dei nuovi contagi da Covid-19 negli ultimi 5 giorni. Al contempo si registrano anche 50 guarigioni. Sono 174 cittadini attualmente positivi a Torre Anunziata: 172 posti in isolamento domiciliare e 2 ricoverati presso i Covid Center della Regione.
Sale a 287 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 107 guarite e 6 decedute.

Massimo Napolitano