Torre Annunziata, nessuna sfiducia al sindaco: Ascione resta al suo posto

Nessuna sfiducia, si salva il sindaco di Torre Annunziata. Vincenzo Ascione sembra aver posto fine alla telenovela consiliare che all’indomani dello scandalo delle mazzette del dicembre scorso lo dava come, se non dimissionario, sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Cosa che in realtà sembrava potesse accadere a maggio, quando quel PD che ne ha sostenuto l’elezione, è fuoriuscito dalla maggioranza e ha chiesto con insistenza l’invio di una commissione d’accesso che verificasse l’operato della giunta che peraltro aveva sempre sostenuto in ogni suo atto.

Con il consiglio comunale di questa mattina, il quadro politico oplontino è ben chiaro: se la commissione d’accesso non dovesse trovare cause di infiltrazione mafiosa nell’amministrazione Ascione, la consiliatura giungerà alla scadenza naturale della prossima primavera.

Per queste ragioni, la mozione di sfiducia proposta dal PD è diventata un boomerang nei confronti dello stesso partito, come ha messo in evidenza il consigliere di opposizione Ciro Alfieri, che ha ribadito che «l’opposizione non è la stampella di un partito che ha sostenuto sempre il sindaco e questa maggioranza, mentre avrebbe dovuto prendere una posizione netta contro il malaffare nel momento in cui ha votato i provvedimenti che hanno causato l’arresto del dirigente Ariano».

Per queste considerazioni il gruppo di Ciro Alfieri – rimarca nei suoi interventi l’ex candidato sindaco – si è astenuto sulla mozione che considera solo “una faida interna al PD” ma continuerà a fare opposizione costruttiva, come ha svolto in questi anni.

Vincenzo Ascione nella sua replica ritiene che in questa fase un commissario prefettizio che sarebbe sopraggiunto se la mozione fosse passata, non avrebbe potuto gestire i fondi del PNRR che, insieme alla nuove assunzioni, possono essere una luce nel buio causarlo anche da eventi esterni alla politica, pandemia e malaffare dei dirigenti corrotti.

Dello stesso parere è anche Alfieri che ribadisce che 18 mesi di commissario prefettizio sarebbero il peggio, peggio del peggiore Ascione e della maggioranza che lo ha sostenuto in questi anni.

Vincenzo Ascione quindi non va a casa, anzi rilancia: qualora le risultanze della commissione d’accesso confermino la sua estraneità ai fatti e non comprovino condizionamenti camorristici, ma esclusivamente il malaffare dei funzionari comunali – “la sua passione politica” verrà rimessa in campo alle prossime elezioni, banco di prova di ciò che di buono avrà fatto.

Vincenzo Ascione quindi resta Sindaco di Torre Annunziata contando sulla fiducia di 12 consiglieri, 8 hanno votato per la sfiducia e 2 sono stati gli astenuti, e tra gli assenti la consigliera del PD Germaine Popolo che non presentandosi in aula – ma giustificandosi per pregressi impegni lavorativi – ha causato non pochi interrogativi.

Massimo Napolitano