“La Federazione provinciale del PD non può non ritenersi moralmente responsabile di quanto è accaduto a Torre Annunziata, anche perché c’è stato un gruppo dirigente che ha avvertito in netto anticipo quanto stava accadendo all’interno della giunta locale, ed invece di essere ascoltati sono stati commissariati dai vertici provinciali”.
Non usa mezzi, l’ex segretario del PD di Torre Annunziata – Francesco Savarese – che in anticipo sui tempi – aveva denunciato un “sistema malato” che vedeva in Luigi Ammendola, il plenipotenziario che non solo dettava l’agenda politica in giunta, ma che avrebbe voluto prendere anche in controllo del partito, il cui gruppo dirigente si era mostrato avverso al suo modo di fare spregiudicato.
“Sono stato cacciato – continua Savarese – perché ero il responsabile – si legge nel documento firmato tra gli altri dall’ex Assessore, ora agli arresti, Luigi Ammendola, l’ex sindaco Giosuè Starita e il dirigente del PD Raffaele Ricciardi – di “ossessivi attacchi sulla stampa alla Giunta municipale con dissociazioni anche nelle votazioni in Consiglio Comunale, il surreale sostegno alle posizioni di organizzazioni che quotidianamente esprimono pesanti giudizi sul governo cittadino costituiscono fatti politici ai quali non si può più sfuggire”. I fatti ci hanno dato ragione e il sistema malato che avevamo denunciato – ma difeso dalla segreteria provinciale del PD – si è rivelato essere un sistema corrotto”.
All’indomani dell’arresto Ariano ci è stato chiesto di dare una mano per la ricostruzione della giunta e del partito, ma sapevamo che non c’erano le condizioni se non prima fossero stati messi da parte anche i sottoscrittori di quel documento che metteva a me. e non Luigi Ammendola, sul banco degli imputati.
“Ed invece – secondo l’ex segretario del Pd -, Starita e Ricciardi continuano ad essere i manovratori di quanto sta accadendo. Dapprima hanno fatto in modo che l’unica voce di dissenso, la mia e quella del gruppo dirigente che mi sosteneva, fosse cacciata; all’indomani dell’arresto di Nunzio Ariano, hanno immediatamente preso le distanze da Luigi Ammendola ed oggi sono pronti a tradire anche Vincenzo Ascione, chiedendone le dimissioni. Dimissioni che reputo doverose, ma non se gestite da chi, fino a dicembre dell’anno scorso, risultavano tra i più fedeli alleati del sindaco”.
L’ex segretario del Pd non manca di attaccare il vicesindaco dimissionario Lorenzo Diana: “Un papa straniero, di cui non sentivamo il bisogno e le cui dimissioni sono un evidente pressing su Vincenzo Ascione affinché si dimetta, con la solita regìa occulta del duo torrese.
Auspichiamo che i vertici del Pd metropolitano – conclude l’ex segretario – ovvero quelli che oggi stanno costringendo Ascione ad uscire “a mani in alto” dal municipio, anziché vestire i panni dei “salvatori della bandiera”, sappiano finalmente compiere un atto di umiltà politica, ovvero contribuire a valorizzare insieme alle tante donne ed uomini onesti di questo circolo, il ruolo di una politica veramente a servizio della comunità restituendo dignità ed autorevolezza alle Istituzioni”.
Massimo Napolitano

