Torre Annunziata, chiusura Museo Identità: scarsa presenza associazioni con i Commissari, ma non erano state invitate

Nell’ampia sala del consiglio Comunale di Torre Annunziata dedicata a Giancarlo Siani il Commissario Staordinario Enrico Caterino ha esposto le ragioni sulla chiusura del Museo dell’identità oplontino mentre il direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel  ha illustrato un ipotetico uso dello Spolettificio quale luogo di esposizione museale per i reperti presenti a Palazzo Criscuolo.

Scarsa la presenza delle associazioni torresi all’incontro, come hanno puntualizzato sia il Prefetto Caterino sia Zuchtriegel, avvalorando così la propria tesi sullo scarso interesse della cittadinanza su questa questione ma, interpellate le stesse – a parte Archeoclub e Proloco presenti all’incontro – ci tengono a precisare che non hanno ricevuto comunicazione ufficiale della convocazione, mentre sulla pagina ufficiale Facebook del Comune di Torre Annunziata l’avviso della convocazione alla stessa era comparso solo in mattinata.

“Con la cultura non si mangia” fu l’espressione che usò Giulio Tremonti, allora Ministro dell’economia, quando il Ministro della Cultura Sandro Bondi batteva cassa per avere più soldi per il proprio dicastero; la stessa frase è stata usata anche da Dario Franceschini, Ministro dei Ministero dei Beni Culturali – ma con un punto interrogativo “Con la cultura non si mangia?” in un suo libro esposto in bella vista nell’ufficio del Direttore degli scavi Gabriel Zuchtriegel.

Alla “Con la cultura non si mangia” il movimento “ce avite accis a salute” – che si batte da anni per la riapertura del pronto soccorso  – ha risposto con “La camorra si combatte con la cultura” appendendo uno striscione sulle mura del museo di corso Vittorio Emanuele (fatto togliere immediatamente) al quale il Prefetto Caterino ha replicato che “La camorra di combatte con la legalità”.

Un’affermazione che detta così sembra mettere in contrapposizione cultura e legalità e che non viaggino sullo stesso binario, salvo precisare che il museo dell’identità è illegale perché “non ci sono i requisiti di sicurezza necessari”. Un fulmine a ciel sereno per le associazioni culturali che in modo volontaristico continuano ad accompagnare ancora in questi giorni gli studenti presso le sale che erano all’oscuro che la loro incolumità e quella dei ragazzi fosse messa in pericolo, e che forse si aspettavano dalla Commissione un adeguamento dei locali alla normativa vigente, che servisse anche – come da loro richiesto – a valorizzazione il polo museale, e non certo la chiusura dello stesso.

Ma il Commissario prefettizio Casalino ha tenuto a puntalizzare che il museo chiude anche perchè, “i cittadini torresi preferiscono avere uffici comunali nel centro della città piuttosto che un museo”, non meglio precisando quali uffici sarebbero indispensabili in quel luogo considerato che quelli a sportello, l’anagrafica, l’ufficio elettorale e la polizia urbana sono già presenti a piazza Nicotera. Sicuramente c’è una grossa fetta della popolazione che tra povertà economica e culturale, non riesce a  sbarcare il lunario, e preferirebbe un lavoro ad un museo, ma se quest’ultimo creasse opportunità lavorative dirette e indirette – una coperativa che lo gestisse e nell’indotto turistico – forse la commissione inviata dalla Prefettura sarebbe riuscita a convincere dell’importanza di un polo museale attrattore di turismo e di ricchezza anche chi cerca nella delinquenza il proprio sostentamento.

“Non abbiamo personale comunale qualificato atto ad accompagnare i turisti nella visita al museo” insiste il Prefetto Caterino, come se non fossero guide e volontari che in questi anni hanno ben illustrato alle scolaresche e ai turisti le ricchezze esposte nelle sale museali e che – messo in sicurezza l’edificio – avrebbero potuto continuare ad assolvere questo compito in maniera totalemente gratuita.

Ultima tra le tante ragioni esposte dall’ex prefetto Caterino – ma forse l’unica su cui si basa la decisione – è che “tenere aperto il museo costa  7mila500 euro al mese”, allora è proprio vero che con la “cultura non si mangia” se una commissione straordinaria che – continuando nella falsariga delle precedenti amministrazioni e enti – che hanno permesso la chiusura dell’ospedale, del collocamento, della sede dell’Inps e dei tanti servizi che hanno depauperizzato la città  – basa le sue ragioni su fattori di risparmio di spesa; e mentre si discute tra città industriale e turistica Torre Annunziata continua a diventare una città abbandonata a se stesa.

Un Gabriel Zuchtriegel evidentemente imbarazzato, rilegato in un ruolo di comprimario rispetto ad una decisione assunta in assoluta autonomia da parte dei commissari,  ha illustrato i progetti futuri sulla villa di Oplonti, non facendo i conti con un governo nazionale che è figlio di quello di Tremonti e che potrebbe togliere ulteriori risorse alla cultura; nelle “prospettive di valorizzazione”, il direttore degli scavi di Pompei – ha illustrato un progetto in cui i locali dell’ex Real Fabbrica d’Armi potrebbero diventare un polo espositivo museale. Tutto ancora da formalizzare visto che il protocollo d’intesa tra i ministeri della difesa e quello dei beni culturali non è stato ancora firmato, “un libro dei sogni” come ha ammesso lo stesso direttore degli scavi; per quanto riguarda Palazzo Criscuolo – ha tenuto a precisare Zuchtriegel – contraddicendo i Commissari che non lo ritengono una sede opportuna – che sono proprio i palazzi storici ad essere il luogo più adatto per i musei.

Sta di fatto che gli ori di Oplonti torneranno nei depositi della sovraintendenza – dopo una battaglia ventennale  da parte delle associazioni che erano riuscite ad avere una sede espositiva permanente –  e i cittadini torresi li rivedranno se e quando lo Spolettificio diventerà sede espositiva, mentre le sculture saranno esposte nella Villa di Poppea – che ancora non permette, a differenza di palazzo Criscuolo, un accesso facilitato per i disabili – e contravvenendo a quelle che sono le ragioni per cui sono nati i Musei: la conservazione delle opere d’arte dai furti, dagli eventi atmosferici e per valorizzarli all’interno di un percorso espositivo. E’ seguito un lunghissimo intervento sulla descrizione puntuale di tutti i reperti degli scavi di oplonti, per la verità interessante, ma che sembrava servisse a riempire un vuoto di contenuti pratici; un ruolo a cui non ci ha abitutato il direttore degli Scavi Archeologici, poco attento alla politica delle promesse e più risoluto nella concretizzazione delle idee.

Le associazioni si sarebbero aspettato che la Commissione Straordinaria fosse stata capace di intercettare fondi per la valorizzazione del museo, la messa in sicurezza della struttura per la fruizione della stessa e che fosse applicato art. 119 del TUEL, la norma, che prevede, tra le altre cose, una convezione con soggetti pubblici o privati per fornire servizi aggiuntivi.

Un brutto segnale quello della chiusura di un centro culturale, al centro della città, una resa nei confronti di quelle che dovrebbero essere le iniziative che coniugano legalità e cultura, promozione e partecipazione, che avrebbero dovuto puntare sulla valorizzazione della storia millenaria di una città che è stata consegnata nelle mani della camorra anche perchè i luoghi di cultura, cinema e teatri, il Moderno, il Metropolitan e per ultimo il Politeama hanno chiuso i battenti, insieme alle fabbriche che hanno impoverito economicamente e culturalmente la città di Torre Annunziata.

Confortante è stato l’intervento del dott. Nicola Naclerio, Dirigente alla Cultura del Comune di Torre Annunziata, che ha illustrato i prossimi eventi culturali natalizi e ha annunciato che l’archivio storico e la biblioteca di Torre Annunziata saranno spostati in una sala al primo piano di Palazzo Criscuolo, un progetto ancora non elaborato e che per questa ragione non vedrà la sua realizzazione in tempi brevissimi.

L’ex Prefetto Marco Valentini in una riunione con le associazioni oplontine promise che nei successivi incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che avessero riguardato Torre Annunziata sarebbero stati invitati anche i rappresentanti della società civile; il Prefetto Valentini e andato via, il Comune è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche e i buoni propositi della Prefettura restano lettera morta se anche ad un incontro pubblico in cui si discuteva di Cultura, Camorra e Legalità, le associazioni cittadine non sono state invitate.

Massimo Napolitano