Ancora un terremoto per il settore sanitario di Torre Annunziata. A distanza di qualche anno della chiusura del nosocomio di Piazza Santa Teresa a seguito di politiche nazionali di risparmio di spesa accompagnate da piani di azione territoriali a tutela della salute pubblica inesistenti, gli utenti dell’Asl NA3 del comune oplontino dovranno buttare giù un altro boccone amaro.
Dopo le dismissioni e gli spostamenti degli uffici di Veterinaria e del dipartimento di prevenzione presso l’ospedale di Gragnano, è la volta dello storico ambulatorio di neuropsichiatria infantile di via Iacono che sembra verrà chiuso entro dicembre prossimo, a seguito dello spostamento del Consultorio familiare presso i locali dell’ex ospedale civile di piazza Ernesto Cesaro.
Un punto di riferimento per l’intera comunità cittadina, che si prende cura dei bambini dalla nascita all’adolescenza, della salute delle donne, seguendole dal vaccino contro il Papilloma Virus fino a corsi preparto, e a cui si rivolgono i familiari dei bimbi disabili durante tutto l’iter, anche burocratico, per il riconoscimento dei propri diritti, da quello alle cure a quello scolastico. Un vero e proprio scossone dunque sta per agitare la vita delle famiglie che coinvolgerà operatori scolastici, assistenti sociali dell’Ambito 30, centri di riabilitazione e case famiglia.
Ed è proprio Rino Balzano, assistente sociale della casa salesiana di Torre Annunziata “Piccoli passi, grandi Sogni” dove sono ospitati numerosi minori , a lanciare l’allarme: “Mi sono rivolto al Consultorio, come spesso accade, per un ragazzino ospite della casa famiglia ed ho constato che gli operatori sono fortemente provati da circa 10 giorni di caos in attesa che gli ambulatori di Neuropsichiatria Infantile vengano collocati in altra sede. Nel frattempo, gli spazi sono stati ulteriormente ristretti, le due stanze lasciate come studio non dispongono di linea telefonica per comunicare con l’esterno, la postazione CUP è di fatto disattivata e sia le infermiere che l’assistente sociale – memoria storica del centro- sono state trasferite altrove”.
Dopo il movimento “Ce avite accise a salute” che si sta battendo per la riapertura di un pronto soccorso cittadino e per riportare l’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase al centro di un dialogo politico che ormai ha relegato la struttura a vecchio carrozzone con un futuro incerto dopo essere stato eletto a punto Covid, sono ora gli operatori dei Salesiani che alzano la voce in un coro di protesta. “Nell’ultimo anno, con l’arrivo di una psicologa e di una logopedista, che insieme alla responsabile del centro, all’assistente sociale e le infermiere hanno preso in carico i minori afferenti all’ambulatorio (bambini con sostegno scolastico specializzato per diverse disabilità, bambini collocati nelle case famiglia, minori con problemi psichiatrici)” continua Rino Balzano “ sembrava che finalmente tutto funzionasse.
Ancora una volta, invece, i cittadini torresi sono penalizzati da quanto sta accadendo; non si comprende la logica che di fatto rende disfunzionale uno dei servizi sanitari di maggiore qualità del territorio, da sempre operante a tutela della salute dei minori“.
Dai Salesiani partirà una petizione popolare “NON POSSIAMO TACERE” a supporto dello storico ambulatorio, con una raccolte di firme che ne eviti la chiusura e lo spostamento in sedi extraterritoriali. I torresi potranno firmare presso la sede dei Salesiani di via Regina di Savoia o nelle scuole di Torre Annunziata aderenti all’iniziativa.
Massimo Napolitano

