Quella volta che Corrado Ferlaino depositò una busta vuota al posto del contratto di Maradona

Corrado Ferlaino compie oggi 90 anni. È il presidente del Napoli che più ha vinto e quello più longevo. Sua l’operazione di portare il calciatore più forte di tutti i tempi a Napoli: Diego Armando Maradona.

Un’operazione passata alla storia come “Il grande bluff” architettata magistralmente dall’uomo che tutto poteva a quell’epoca. Ferlaino voleva Maradona a tutti i costi e così escogitò un piano passato alla storia e che ancora oggi ricordano.

Quando per la prima volta disse che avrebbe comprato Diego, era una bugia. Nell’intervallo di Italia-Germania a Zurigo, davanti ai giornalisti, il presidente federale Sordillo chiese a Ferlaino: “ma insomma tu chi compri? Non ti rinforzi mai”. Ferlaino rispose: “prendo Maradona”. Ma era una battuta. 39 giorni dopo, il 30 giugno 1984, Corrado Ferlaino portò davvero a Napoli il numero uno. Era un sabato sera. “Forse lo voleva Dio”, disse poi l’ingegnere.

L’affare Maradona e la storia della busta bianca

Antonio Juliano, era il direttore generale, aveva contattato il Barcellona per un’amichevole. Il Barcellona accettò precisando che Maradona non ci sarebbe stato per un infortunio. Ferlaino scopri che era falso, e che Maradona era in rotta con il club. da quel momento partì l’affare. “Ci chiesero 13 miliardi di lire, convinti che non avessimo i soldi” –  raccontò anni dopo il presidente.

“Era vero, non li avevamo. Enzo Scotti, il sindaco, mi mise in contatto con Ferdinando Ventriglia, presidente del Banco di Napoli. Avevo i politici a favore e gli intellettuali contro. Una trattativa infinita, chiusa all’ultimo minuto”.

“Andò così. Raccontò Ferlaino a La Repubblica – L’ultimo giorno utile presi l’aereo e andai in Lega a Milano, dove consegnai una busta vuota. Da lì con un volo privato a Barcellona: feci firmare Maradona e in piena notte tornai a Milano correndo in Lega. All’ingresso dissi alla guardia giurata che avevo sbagliato una procedura, salimmo negli uffici e di nascosto sostituii la busta: portai via la vuota e lasciai quella con il contratto. All’alba Napoli era in festa”. I giornali scoprirono la storia della busta, il calcio italiano fece finta di non crederci. Erano tutti felici di avere Maradona in Italia.

Su Maradona a Napoli Ferlaino dichiarò: “Napoli era l’ideale per lui. Non è mai stata una città razzista e ha sempre amato gli estrosi. Non l’avrei venduto mai. Poi ricorda il primo incontro: “A Barcellona. Mi invitò a casa sua, una villa molto bella. Arrivai di notte e ripartii poco dopo. Lui era con Claudia, la sua fidanzata. Pensai: a Napoli dove gliela trovo una villa così? Allora nel contratto feci prevedere che l’alloggio fosse a carico suo”

“Lui è un ragazzo d’oro. Una persona che rispetta la parola data. Averlo portato in Italia per me è una medaglia e non avevo i soldi dei diritti tv. Oggi nessuno potrebbe prendere Messi. Ero nel calcio da 15 anni. Il Napoli si piazzava secondo, ottavo, quarto. Mi dissi: o smetto o compro Maradona” – raccontò Ferlaino nell’intervista.

Sulla sua mancanza allo stadio disse: “Allo stadio sono andato per l’Italia. Il Napoli lo guardo in tv e solo il primo tempo. Ho paura dell’infarto. Il secondo tempo non ha sentenze d’appello. Amo troppo il Napoli e Napoli. Ho provato a vivere fuori. Un periodo a Roma, un altro a Milano, ma la sera ero sempre in compagnia di napoletani. A quel punto meglio tornare a Napoli: ce ne sono di più”.