POS, dal primo luglio scattano le multe per i commercianti: gli “escamotage” per non accettare i pagamenti elettronici

A partire da giovedì primo luglio saranno obbligati ad accettare il pagamento tramite carte di credito non solo i commercianti e i ristoratori  ma anche artigiani come falegnami, fabbri e idraulici, e  anche gli ambulanti oltre a tutti coloro che svolgono un’attività professionale: notai, avvocati, ingegneri, geometri, commercialisti, medici, consulenti del lavoro e dentisti.

Un un obbligo che era già in vigore ma il parlamento ha definito l’importo delle multe a carico di chi rifiuta il pagamento elettronico si abbatterà una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione. Per fare un semplice esempio, per uno scontrino di 100 euro a cui sia negato il pagamento con carta, la sanzione per l’esercente sarà pari a 30 euro a cui aggiungere il 4% di 100 euro, per un totale quindi di 34 euro.

Le associazioni dei consumatori plaudono alla novità ma avvertono da una parte sugli ‘escamotage’ a cui commercianti e professionisti potrebbero fare ricorso per aggirare le multe e dall’altra sulla necessità di ridurre i costi di gestione della moneta elettronica per incentivare il suo corretto utilizzo. Le disposizioni, spiega il Codacons, “escludono l’obbligo di pagamento con il Pos in caso di oggettiva impossibilità tecnica: il commerciante che dichiara di avere il Pos fuoriuso non è passibile di sanzione. Non solo. Per essere in regola con la nuova norma, esercenti e professionisti potrebbero limitarsi ad accettare anche un unico circuito e una sola tipologia di carta di debito (per esempio il bancomat) e una sola di credito, restringendo così il diritto degli utenti a pagare con Pos”. Assoutenti sottolinea invece che i costi legati al Pos a carico dei commercianti restano tuttora elevati. Per l’associazione “è necessario azzerare del tutto le commissioni interbancarie e gli altri balzelli richiesti agli esercenti”.