Pompei, lavori stradali non comunicati ufficialmente. Il consigliere Robetti: «Siamo all’assurdo»

«Apprendo dalla pagina Facebook del Presidente del consiglio comunale che sul territorio del comune di Pompei saranno realizzati una serie di interventi di rifacimento del manto stradale.
Nonostante accolga con piacere questa notizia, resto basito dal fatto che la notizia viene resa pubblica non tramite la pagina ufficiale del Comune, non dall’assessore al ramo, non dal Sindaco ma dal Presidente del Consiglio sulla pagina Facebook privata».

Così in una nota il consigliere comunale di opposizione a Pompei, Alberto Robetti.

«Questa – aggiunge – è l’ennesima prova che la politica, in questa casa comunale, ha raggiunto livelli bassissimi, dove il rispetto dei ruoli istituzionali viene quotidianamente offuscato, calpestato ed umiliato dall’arroganza e dalla presunzione di qualcuno.

Il sindaco Carmine Lo Sapio, ostaggio di un “mostro” che lui stesso ha creato, si dimostra incapace di reagire ed inidoneo a gestire lo strapotere che gli ha conferito, assessori e consiglieri che vengono bistrattati in ogni occasione, quotidianamente ignorati ed umiliati nel loro ruolo da azioni, fatti e parole, gruppi consiliari, numericamente al pari o più numerosi di quello che sostiene assessorato ai Lavori Pubblici, che si dimostrano succubi di questo sistema che sostengono e contemporaneamente subiscono passivamente, mortificati sistematicamente nel loro ruolo politico, nella loro forza numerica, forse perché offuscati da deleghe insignificanti e inconsistenti. Gruppi consiliari che non hanno il coraggio, la capacità o la forza di reagire per rivendicare quello che legittimamente gli compete, allora mi chiedo, perché?»

Poi ancora: «Un Sindaco, che accetta e avalla tale gestione del potere subendo lui stesso affronti e umiliazioni, che si dimostra incapace di gestire le posizioni, i ruoli ed un equilibrio politico, di uno svilito gruppo di consiglieri e di assessori. È questo lo scenario politico che regna a Palazzo De Fusco, dove l’unica certezza è la mancanza della politica e probabilmente anche dei politici».