Pompei, illegittimo il concorso del Comune per assumere un Istruttore Tecnico: accolto il ricorso dell’ingegnere Rega

Illegittima l’indizione di un nuovo concorso per la copertura di un posto di Istruttore Tecnico – Categoria C: il Comune di Pompei dovrà attingere dalla graduatoria, così come già previsto da una precedente convenzione siglata tra i comuni di Pompei, Sant’Antonio Abate e San Giuseppe Vesuviano.

E’ quanto hanno disposto i Giudici della Terza Sezione (Presidente Anna Pappalardo) del Tar Campania che nelle settimane scorse hanno accolto il ricorso di Pasqualina Rega (difesa dall’avvocato Marcello Pelliccia).

Il Comune di Pompei – secondo quanto emerge nel ricorso -, con delibera del Commissario Prefettizio n. 20 del 10 marzo 2020, approvava la modifica al Piano Triennale dei fabbisogni di personale 2020-2022, disponendo che «per la copertura dei posti programmati per turn over cessati 2019 e resti assunzionali 2019, si proceda, preliminarmente, mediante scorrimento di graduatorie di altre Amministrazioni: – 9 istruttori tecnici, cat. C; – 1 posto di Assistente Sociale cat. D».

Con deliberazione n. 44 del 27 aprile 2020 veniva approvato il regolamento per lo scorrimento delle graduatorie di altri Enti, finalizzato all’assunzione di personale dipendente che , all’art. 2, prevedeva la pubblicazione di un avviso sull’albo pretorio e sul sito istituzionale dell’Ente, da inviare anche ai Comuni della Provincia di Napoli.

I soggetti collocati nelle graduatorie, interessati all’assunzione presso il Comune di Pompei, presentano, nel termine indicato nell’avviso pubblico, specifica manifestazione di interesse affinché si utilizzi la graduatoria nella quale risultano collocati. Scaduti i termini indicati nell’avviso pubblico il Comune di Pompei contatta gli enti pubblici detentori delle graduatorie segnalate dai candidati che hanno inoltrato manifestazione di interesse all’assunzione presso questa Amministrazione. Di seguito l’Ente esaminava le manifestazioni di interesse pervenute, tra le quali quella di Pasqualina Rega e chiedeva ai Comuni più vicini e con graduatorie in corso di validità di dare la loro disponibilità allo scorrimento, ovvero Sant’Antonio Abate e San Giuseppe Vesuviano (ente quest’ultimo nella cui graduatoria è inserita la ricorrente). L’ingegnere Rega, a mezzo pec (20/06/2020), manifestava la propria disponibilità al Comune di Pompei e presentava domanda per la relativa assunzione.

Con riferimento al Comune di S. Antonio Abate, otto candidati manifestavano la volontà ad essere assunti, mentre per il Comune di S. Giuseppe Vesuviano, la ricorrente e un altro candidato esternavano medesima disponibilità, a fronte dei nove posti disponibili.

In data 20 agosto 2020 il Comune di S. Antonio Abate procedeva alla sottoscrizione della convenzione, mentre il Comune di San Giuseppe Vesuviano inoltrava l’accordo firmato al Comune di Pompei soltanto in data 15 settembre, oltre il termine dell’1 settembre 2020 individuato dal Comune di Pompei nella determina dirigenziale del 31 luglio 2020.

La ricorrente non era quindi convocata per la stipula del contratto, e vani rimanevano i solleciti rivolti all’amministrazione comunale di Pompei.

«Quanto all’interesse ad agire – scrivono i giudici amministrativi -, va rilevato come il Dirigente Settore Affari Generali del Comune di Pompei, dopo che il Commissario Prefettizio aveva approvato a mezzo delibera la convenzione tra Enti presupposta alla conclusione del procedimento di assunzione mediante scorrimento anche della ricorrente, non ha sottoscritto la stessa convenzione, né ha proceduto all’assunzione, mentre il procedimento si era già concluso con la firma della convenzione da parte del dirigente del Comune di San Giuseppe Vesuviano.

Il Collegio non ignora che la delibera di approvazione del fabbisogno del personale è un atto di carattere generale, sottratto al generale obbligo di motivazione; ma ciò trova eccezione nell’ipotesi in cui sia necessario rendere conto dell’affidamento ingenerato nei confronti di specifici soggetti, come nel caso di specie.

In particolare, è evidente come la decisione di indire un nuovo concorso interrompendo ed invertendo l’iter già avviato (e che aveva indotto la ricorrente a rassegnare le dimissioni dal precedente posto di lavoro ) di procedere all’assunzione mediante scorrimento delle graduatorie di altri Enti in esecuzione di una precedente espressa decisione e del successivo procedimento amministrativo, avrebbe dovuto contenere un diffuso iter motivazionale, come ritenuto dalla giurisprudenza sulla scorta della decisione n. 14/2011 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato».

«Un nuovo concorso può essere indetto – si legge ancora nella sentenza -, ma a condizione che tale determinazione sia assistita da un approfondito corredo motivazionale, in assenza del quale la determinazione è illegittima , come nel caso di specie (cfr. Tar Lazio, sez. III bis, 12 novembre 2018, n. 10862). Al riguardo, del tutto inidonea a sorreggere il provvedimento è la motivazione postuma, fornita solo in giudizio dalla difesa comunale , a mente della quale il procedimento non si sarebbe concluso, per effetto della tardiva sottoscrizione della convenzione da parte del Comune di San Giuseppe Vesuviano, peraltro avvenuta con soli 15 giorni di ritardo, rispetto ad un termine non qualificato come perentorio.

Va al riguardo rilevato come l’amministrazione di Pompei non risulta avere mosso contestazioni in proposito nei confronti del Comune di San Giuseppe Vesuviano, così tradendo l’affidamento della ricorrente, atteso che la procedura era addivenuta ad uno stadio estremamente affidante, e tale da poter regredire solo in presenza di rilevanti ragioni inderogabili di pubblico interesse».

Su tali basi, il Tar Campania ha accolto il ricorso di Pasqualina Rega, annullando il nuovo concorso e condanna il Comune di Pompei alle spese processuali.