Pompei, aggredì la commessa dopo aver rubato un paio di scarpe in Cartiera: condannata. Il Giudice: Non fu rapina

Fu sorpresa a rubare un paio di scarpe al centro commerciale La Cartiera di Pompei, poi aggredì la commessa. Per tale reato è stata condannata ma per il Giudice non fu una rapina.

E’ quanto ha stabilito il Giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Torre Annunziata nella persona della dottoressa Maria Concetta Criscuolo che, all’esito del giudizio abbreviato richiesto dalla imputata, G.V., anche  su istanze  concordi di accusa e difesa, ha ritenuto non sussistere il reato di rapina in quanto “la violenza esercitata sulla commessa, che avveniva  in presenza del vigilante chiamato ad intervenire, fu una reazione alle parole di rimprovero che ad alta voce la venditrice le rivolgeva in attesa che sopraggiungessero i carabinieri”.

Il fatto è accaduto ad ottobre 2019 quando G.V., una ragazza di venti anni, nel fare un giro di acquisti alla Cartiera, all’interno di un negozio di scarpe, ne sottraeva un paio, venendo subito richiamata dalla commessa al suo passaggio attraverso il metaldetector.

Rientrata nel negozio la ragazza aveva chiesto alla commessa di poterle restituire ma nel frattempo la donna aveva allertato vigilanza e carabinieri. G.V. aveva in un primo momento atteso rassegnata l’arrivo dei militari e tuttavia le urla di rimprovero della commessa a cui G.V. chiedeva di abbassare la voce per evitarle una “figuraccia” con gli atri clienti del centro commerciale l’avevano esasperata al punto da spingerla ad aggredire la donna. In un primo momento, era scattata una ordinanza cautelare con una doppia misura di obbligo di dimora ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, poi revocata dal Tribunale del Riesame che comunque aveva già prospettato l’ipotesi che non si trattasse di rapina.

Il responso finale nei giorni scorsi, quando il Giudice ha condannato la ragazza ritenendo la sola ipotesi di furto. La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Lauretta, ha comunque presentato istanza di appello richiedendo, modificatosi lo scenario, l’applicazione dell’istituto della  “messa alla prova” per G.V. peraltro infraventunenne.

La parola passa ora ai Giudici della Corte d’Appello di Napoli, che dovranno decidere se concedere una possibilità a G.V.