Con l’arresto di Rosa Trunfio, la dottoressa in servizio presso l’Asl Napoli 3 Sud, coinvolta nel giro di spaccio di droga dello stupro per 5 milioni di euro e che ha portato, nei giorni scorsi, all’arresto di 39 insospettabili (altre 24 persone sono indagate a piede libero), tra cui politici e medici, stanno iniziando a tremare anche i vertici dell’Asl Napoli 3 Sud.
Infatti gli inquirenti hanno ampliato le indagini all’indomani delle accuse del Direttore sanitario dell’ospedale Sant’Anna – Madonna della Neve di Boscotrecase, Savio Marziani, che aveva parlato di «interferenze interne ed esterne».
Pressioni che lo avevano addirittura portato a rassegnare le proprie dimissioni nello scorso agosto.
«Stiamo ricevendo strane pressioni. Ma non abbiamo paura. Tra assenteismi e gestioni strane collaterali provvederemo a segnalare ogni stranezza alla Procura. Noi non abbiamo paura e andremo avanti».
A chi o cosa si riferisse il Direttore sanitario, è tuttora al vaglio della Guardia di Finanza di Torre Annunziata che vuole vederci chiaro e capire anche se ci sonoi legami tra l’indagine romana, il giro di affari che legano gli arrestati e i rapporti tra i politici coinvolti, gli ambienti ospedalieri e la criminalità organizzata.
La dottoressa Trunfio, inoltre, oltre ad essere di fatto la Responsabile organizzativa del Centro vaccinale di Boscotrecase, era diventata anche la coordinatrice della “stanza degli abbracci” del Covid Hospital, un progetto che a fronte di un cospicuo investimento di fondi non aveva offerto i risultati sperati.
Ora c’è da capire come sia stato possibile che la Dottoressa Rosa Trunfio, da medico odontoiatra e chirurgo estetico, assunta con un contratto a termine grazie al bando della Protezione Civile, abbia ricevuto incarichi così prestigiosi in così poco tempo tanto da diventare referente sia del Centro vaccinale che di un reparto all’interno del nosocomio vesuviano. E’ su quanto lavorano Magistratura e forze dell’ordine.
Massimo Napolitano

