Mentre ancora imperversano le polemiche all’interno del PD sulla scelta dei candidati e dei collegi “sicuri” alle prossime elezioni politiche del 25 settembre e non sono stati resi noti i nomi risultanti dalle parlamentarie del Movimento 5 stelle, alla resa dei conti ora c’è la coalizione del centrodestra che nonostante i sondaggi diano vittoriosi con ampio margine devono fare i conti con il taglio dei parlamentari, diminuiti con la legge costituzionale 19 ottobre 2020, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori.
Una norma che scontenta chi, come il numero due di Forza Italia, Antonio Tajani, prevendo che il proprio partito non raggiunga le due cifre, fa fatica a delineare un quadro delle candidature.
Matteo Salvini invece punta a nomi di grido per attirare qualche consenso in più come il giurista Giuseppe Valditara, il presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe e il presidente dell’Unione Ciechi, Mario Barbuto.
Problema opposto per Fratelli d’Italia che in previsione di un aumento di consensi, mettono in agitazione Giorgia Meloni che deve garantire una schiera di fedeli che non la possano “tradire” se si dovesse porre come opzione – non molto lontana- un ennesimo governo tecnico. Quindi pochi nomi di grido – Gina Lollobrigida e Emerson Fittipaldi, ex pilota di Formula Uno candidato nella circoscrizione estera sudamericana – e molti politici, tra i quali quelli trasfughi della Lega e di Forza Italia in calo di consensi.

