La rivoluzione parte da San Giovanni a Teduccio: nasce a Napoli una delle prime comunità energetiche in Italia

In Italia la transizione ecologica parte da San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli. La Fondazione Famiglia di Maria è la “protagonista” di una delle prime comunità energetiche con fonti rinnovabili in Italia. L’impianto fotovoltaico da 53 kW è quasi pronto, entro aprile sarà funzionante e 40 famiglie del quartiere, insieme alla Fondazione, produrranno e consumeranno energia pulita sul posto.

“Stiamo mettendo in ‘circolo atti d’amore’”, dice Anna Ricciardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria: “L’amore verso una generazione presente e verso una periferia usata e spesso dimenticata. Amore verso l’ambiente e verso una comunità che provvederà in una catena di mutuo soccorso ad alimentare buone pratiche: ambiente, energia solare, uguaglianza educativa, sono gli ingredienti che ci consentiranno un futuro più giusto”.

Il progetto è stato promosso da Legambiente e realizzato dall’impresa 3E di Napoli grazie al supporto della  Fondazione con il sud. “Siamo felici – commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – che parta a Napoli una delle prime comunità energetiche in Italia, con un progetto che permetterà di condividere l’energia pulita prodotta dal sole”.

Il lavoro di Legambiente e di Fondazione Famiglia di Maria continuerà con le bambine e i bambini, le mamma e le associazioni del quartiere che saranno protagonisti di percorsi di educazione ambientale, di azioni di cittadinanza attiva monitorando i loro consumi e elettrici e le dispersioni di calore delle loro abitazioni, info day per scuole superiori sulle possibilità occupazionali legate ai green jobs e per le associazioni e cittadini del quartiere su bonus e occasioni green da sfruttare.

Un caso che può diventare un precedente

Il processo che ha portato alla comunità energetica non è stato semplicissimo.

“Essendo stati i primi – ricostruisce Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – abbiamo dovuto affrontare la burocrazia senza poter fare riferimento a qualcuno che lo avesse fatto prima di noi. Per lo statuto portato al notaio non abbiamo potuto ispirarci ad altri precedenti”. Il precedente, ora sono loro di San Giovanni a Teduccio: “Tantissime persone ci stanno chiamando per avere indicazioni sullo statuto. Noi lo stiamo facendo girare perché l’idea è arrivare a 100 1000 comunità energiche, un modello di transizione energetica che rende protagonisti i cittadini”.

Il progetto è nato in attuazione del Decreto Milleproroghe 2020, che ha recepito la Direttiva 2001/2018 sulle comunità energetiche per progetti fino a 200 kW. Grazie a questa innovazione normativa la proprietà degli impianti e l’energia prodotta può essere condivisa da famiglie e imprese che occupano immobili prossimi tra loro.

Il completo recepimento della Direttiva europea, previsto entro l’anno, permetterà di superare l’attuale limite delle dimensioni degli impianti condivisi aumentando le ricadute positive, sia per l’ambiente, sia per i cittadini. In futuro, questo tipo di progetti di energia pulita e solidale potranno avere uno grande sviluppo in tutto il Paese.

Sebastiano Santoro

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