Israele richiama altri 7mila riservisti. Di fronte all’escalation del conflitto con Hamas, l’esercito israeliano nei giorni scorsi ne aveva già richiamati circa 5mila. Fra i nuovi 7mila, secondo la tv pubblica, ci sono anche quelli delle unità Iron Done, dell’intelligence e dell’aviazione, ma non di fanteria né delle unità corazzate.
Razzi su Tel Aviv. Subito dopo le sirene, in tarda mattinata, a Tel Aviv e nella zona limitrofa sono esplosi razzi lanciati da Hamas. Abu Obeida, portavoce dell’ala militare di Hamas, Brigate Ezzedin-al Qassam, li ha rivendicati spiegando che sono state avvisate le compagnie aeree straniere di non volare in Israele “perché i due aeroporti Ben Gurion e Ramon (vicino Eilat) sono nel mirino delle Brigate”. Hamas ha anche annunciato di aver utilizzato nuovi razzi denominati ‘Ayash250’ che, sostiene, hanno una gittata di 250 chilometri. Secondo Abu Obeida, sono stati lanciati da Gaza anche verso l’aeroporto internazionale Ramon, a nord di Eilat.
Iron Drome. Il sistema di difesa israeliano, ha reso noto il portavoce dell’esercito, ha interccettato molti dei 130 razzi lanciati nella scorsa notte da Gaza verso Israele, aggiungendo chepiù di 20 sono ricaduti all’interno del territorio di Gaza. Al tempo stesso l’esercito ha risposto colpendo oltre 600 obiettivi militari nella Striscia: tra questi un tunnel di Hamas e anche infrastrutture e centri di comando.
«Un drone esplosivo partito da Gaza è penetrato oggi e ha sorvolato uno dei villaggi israeliani di frontiera, nell’area di Shaar ha-Neghev», ha rivelato un portavoce militare israeliano, chiarendo che «il drone è stato neutralizzato. Non ci sono stati danni materiali né vittime». Secondo i media, durante l’attacco gli abitanti del villaggio hanno avuto ordine di chiudersi in casa. In parallelo da Gaza l’ala militare di Hamas ha annunciato di aver lanciato diversi droni esplosivi per colpire “obiettivi sionisti”.
Dall’inizio delle ostilità con Israele 83 palestinesi sono rimasti uccisi a Gaza e quasi 500 sono stati feriti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas secondo cui fra le vittime ci sono 17 bambini e sette donne. Il portavoce israeliano ha affermato che fra i morti a Gaza ci sono «decine di terroristi». Ha aggiunto che molti razzi di Hamas si sono rivelati difettosi e sono esplosi all’interno della Striscia, provocando vittime fra i civili.
Intensi lanci da Gaza sono ripresi anche stamane in direzione della vicina città israeliana di Sderot e dei villaggi agricoli della zona. La popolazione è stata costretta più volte a correre nei rifugi. A Haifa arabi hanno appiccato il fuoco alle automobili parcheggiate sotto ad un edificio abitato da ebrei ortodossi. Intossicate 60 persone. Piani per un possibile ingresso via terra a Gaza saranno presentati al Comando generale dell’esercito israeliano per l’approvazione.
A causa della situazione con Gaza i voli passeggeri in arrivo all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv sono stati dirottati verso lo scalo di Ramon vicino Eilat, nel sud del paese. Blinken chiede ad Abu Mazen lo stop al lancio di razzi palestinesi. Domani nuova riunione del Consiglio di sicurezza Onu.
Quasi 100.000 fedeli hanno pregato oggi sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme per le cerimonie di Id al-Fitr, la festa religiosa per la fine del Ramadan. Lo riferisce l’agenzia Maan sottolineando che il massiccio raduno si è svolto “nonostante le severe restrizioni imposte dalle forze di occupazione israeliane”. In base alle immagini diffuse sui social palestinesi, gruppi di persone hanno inneggiato alle Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, sono state sventolate le bandiere verdi della fazione e pronunciate proteste contro “l’aggressione israeliana” a Gaza.
Piani per un possibile ingresso via terra a Gaza saranno presentati al Comando generale dell’esercito per l’approvazione. Lo ha fatto sapere il portavoce militare Hidai Zilberman citato da Times of Israel. I piani – messi a punto dal Comando sud e dalla Divisione di Gaza – dopo l’eventuale approvazione saranno quindi sottoposti, ha aggiunto Zilberman, all’esame della leadership politica. L’esercito in questi giorni ha rinforzato il suo schieramento attorno alla Striscia ma ancora nessuna decisione di procedere con un possibile ingresso a Gaza è stata presa.
«Chiunque a Gaza impugna un’arma è per noi passibile di morte. Finora ne abbiamo neutralizzati 60-70, forse anche 80»: lo ha affermato alla radio pubblica Kan il portavoce militare israeliano Hedai Zilberman. Il portavoce ha confermato che l’esercito ha sottoposto ai vertici politici piani disparati, fra cui piani relativi ad un ingresso terrestre a Gaza. Ma la decisione finale, ha notato, spetta al livello politico, come quella relativa ad un eventuale cessate il fuoco.
«Intanto teniamo il piede sull’acceleratore. Le capacità offensive di Hamas sono già calate del 25 per cento e nel prossimo futuro saranno dimezzate».
La guerra tra Israele e Hamas non si ferma. Il conflitto anzi si allarga, con lo Stato ebraico deciso ad andare avanti «fino a quando sarà necessario». Le speranze di una tregua sembrano esili, anche se gli Stati Uniti di Joe Biden hanno spedito nella regione l’inviato per il conflitto israelo-palestinese Hady Amr per incontrare le parti e cercare una de-escalation. «Israele ha il diritto di difendersi», ha affermato in serata il presidente americano, che poi parlando al telefono col premier israeliano Benyamin Netanyahu ha lanciato un appello perchè venga al più presto ripristinata la calma.
Ma sul terreno la situazione continua a peggiorare. A fronte di oltre 1.200 razzi arrivati da Gaza – sono 7 le vittime israeliane finora, compreso un bambino di sei anni colpito a Sderot, un bilancio contenuto grazie al sistema di difesa Iron Dome – il ministro della Difesa Benny Gantz ha detto che Israele non è pronto per un cessate il fuoco.
L’aria che si respira in Israele è quella di un conflitto destinato a prolungarsi. Lo dimostra, tra l’altro, la decisione del Comando del Fronte Interno di chiudere per l’intera settimana le scuole del centro e del sud di Israele. Così come sono state limitate le aperture dei negozi che non hanno accesso diretto ai rifugi e gli assembramenti di persone: non più di 10 all’aperto e non più di 100 al chiuso. E stavolta non per il Covid. La comunità internazionale è in pressing per ottenere un rapido ritorno alla calma ma le posizioni non appaiono convergenti. Unica per ora a schierarsi decisamente con Israele è stata la Germania, che ha condannato gli attacchi con i razzi contro le città israeliane e sostenuto con forza che Israele ha il diritto di difendersi.
Fonte Ansa.it

