Per alcuni il crollo della Borsa del Marzo 2020 è stata un’opportunità. Per altri un disastro. Si tratta di una costatazione che accomuna tutte le crisi e le rende estremamente pericolose per l’economia globale: non si sa quale settore andranno a colpire maggiormente e, di conseguenza, non esiste modo per assicurarsi dalle sue conseguenze.
Questo ovviamente fino a quando i suoi effetti immediati non sono cessati.
Con l’arrivo di Giugno e la completa riapertura di numerosi settori, dal primario al terziario, l’economia è pronta a rimettersi in moto e con essa anche i mercati finanziari.
L’entusiasmo non è certo mancato agli investitori, che si sono fiondati immediatamente su alcuni dei principali titoli più promettenti del momento, quelli che hanno superato al meglio la crisi o quelli per cui essa è stata una ricca opportunità.
Ma come individuare questi titoli? Ebbene, il metodo più semplice è quello di rivolgersi ad una guida che spiega come funziona la borsa.
Big Pharma alla ribalta: l’indice Covid-19
Nel mirino di numerosi investitori vi sono le grandi società farmaceutiche che si stanno impegnando nella ricerca al vaccino per il Covid-19.
Si tratta a tutti gli effetti di una scommessa gigantesca: le loro quotazioni sono schizzate alle stelle grazie al potenziale economico di un simile prodotto, ma non si sa se l’hype riuscirà a reggere il rialzo. La cosa certa è che, sebbene in Europa sembra che il peggio sia passato, fintantoché il Covid-19 imperverserà nel resto del mondo la ricerca per il vaccino verrà stra-valutata dai mercati.
Chi decide di assecondare questa opportunità del momento ha due diverse soluzioni davanti: può sia investire sui singoli titoli azionari sia, invece, far riferimento all’indice di Borsa appositamente creato per l’occasione, l’indice Coronavirus.
Questo indice racchiude nel suo paniere le azioni delle società coinvolte nella ricerca al vaccino del Covid e rappresenta probabilmente la soluzione migliore per tutti gli investitori ancora inesperti. Un indice di Borsa, di fatto, è un asset automaticamente diversificato e relativamente poco rischioso.
A prescindere dalle diverse caratteristiche di queste due diverse modalità di investimento, il settore farmaceutico è sicuramente quello più interessante in prospettiva di investimenti sul medio termine.
Riaprono gli investimenti sul lungo termine: da Facebook ad Amazon, la fiducia nel web
Questa crisi ha messo in evidenza una cosa in particolare: internet è fondamentale e, ad oggi, è assolutamente imprescindibile.
Qualsiasi cosa che abbia a che fare con i servizi connessi a internet o con l’elargizione di connettività, infatti, ha visto un recupero decisamente migliore rispetto a tutti gli altri settori.
Ne è un esempio magistrale Elon Musk, il quale ha segnato un enorme rialzo nelle quotazioni delle sue società in seguito all’ultimo lancio di satelliti andato a buon fine. Nonostante il lancio sia costato milioni e milioni e i ritorni sono ben lontani dall’essere realtà, la Borsa si regge sulle previsioni e sulla fiducia.
Allo stesso modo il titolo Amazon, che durante il lockdown era salito fino a superare i 2.700€, adesso sembra essere pronto a rimbalzare e a invertire il trend. Con la fine del lockdown e l’apertura degli esercizi commerciali l’e-commerce, sempre in crescita, rallenterà tuttavia il proprio sviluppo o almeno lo faranno i servizi delle multinazionali.
Anche Facebook si prepara ad affrontare una nuova fase della propria crescita, presentandosi come uno dei titoli più promettenti del momento.
Titoli a rischio: attenzione ai rialzi eccessivi
D’altro canto, sempre gli investitori esperti continuano ad avere particolare diffidenza per quei titoli che hanno visto un rialzo troppo eccessivo nell’ultimo periodo.
Si sta parlando, ovviamente, dei servizi di trasporto, specialmente quelli aerei. L’apertura dei mercati ha permesso l’aumento dei voli commerciali ma non per questo il settore dell’aviazione è pronto a tornare alle vecchie quotazioni.
Ecco perché alcuni settori, specialmente quelli più colpiti dalla crisi, sono da considerarsi ancora troppo rischiosi e inadatti all’investimento.

