Tregua oggi nella guerra tra Russia e Ucraina per permettere l’evacuazione dei civili dalle città assediate. Finora sono 723 i civili passati attraverso il corridoio umanitario da Sumy nel nord-est dell’Ucraina a Poltava nella parte centrale del Paese. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Ria, citando il ministero della Difesa russo. Continua anche l’evacuazione dei civili anche da Irpin, località a ovest della capitale teatro negli ultimi giorni di feroci combattimenti tra forze ucraine e russe. Sono quasi 3mila i civili già assistiti.
Più difficile la situazione a Mariupol dove, secondo il ministero della Difesa dell’Ucraina, le forze russe “hanno aperto il fuoco nella direzione del corridoio umanitario” da Zaporizhzhia a Mariupol. “Otto camion e 30 autobus pronti a consegnare aiuti umanitari a Mariupol e a evacuare civili a Zaporizhzhia. La pressione sulla Russia va intensificata affinché mantenga i suoi impegni”, ha scritto su twitter, il portavoce del ministero degli esteri ucraino Oleg Nikolenko.
“Queste azioni dell’esercito russo non sono altro che genocidio contro il popolo ucraino”, si afferma, sottolineando che per provvedere all’evacuazione dei civili “sono state sgombrate e sminate le strade. Tuttavia il nemico non ha lasciato andare via donne, anziani e bambini”. “La Russia tiene in ostaggio 300mila civili a Mariupol, impedisce l’evacuazione umanitaria nonostante gli accordi con la mediazione della Croce Rossa internazionale. Un bambino è morto per disidratazione ieri! I crimini di guerra fanno parte della strategia deliberata della Russia. Esorto tutti gli Stati a chiedere pubblicamente: ‘Russia, lascia andare le persone!'”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

