Qualcuno lo ha già ribattezzato il ‘patto della Scrofa’. Che sancisce il ‘disgelo’ tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi dopo lo scontro sul caso Ronzulli e lo ‘strappo’ di Forza Italia sull’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato. Alle 16.40 circa, il Cav varca il portone di via della Scrofa, storica sede di An prima e poi di Fratelli d’Italia, per un faccia a faccia vero, un incontro senza ‘intrusi’.
L’immagine plastica del Cav, che arriva in auto blu, con chi è rimasto della scorta dei tempi d’oro, quando era premier, dribblando la ressa di tv e stampa accalcata fuori, insieme alla ‘foto ufficiale’ dei due leader, postata sui social, con il sorriso tirato di lui e quello disteso di lei, valgono più di ogni ricostruzione.
”Silvio non è venuto a Canossa ma solo per scusarsi di quanto accaduto, specialmente sull’elezione di La Russa e per dire che bisogna andare avanti insieme….”, è il commento dell’ex ‘responsabile’ Antonio Razzi, spuntato tra la folla di curiosi, ma ai più l’ex premier è sembrato non proprio contento di trovarsi in ‘casa Meloni’, costretto per realpolitik a venire a Canossa appunto per riprendere la trattativa sul futuro governo e spuntare nomi graditi, soprattutto alla Giustizia e al Mise.

