Gaza, dopo la tregua arrivano nuovi attacchi: più di 5300 i bambini morti

Dopo la tregua durata qualche giorno, nuovi attacchi israeliani hanno colpito Gaza.

 Nuvole di fumo grigio incombono sulla Striscia, dove il ministero della Sanità guidato da Hamas ha affermato che quasi 200 persone sono state uccise da quando è stata rotta la tregua, 24 ore fa. “Quello che stiamo facendo ora è colpire obiettivi militari di Hamas in tutta la Striscia di Gaza”, ha detto ai giornalisti il portavoce delle forze di difesa israeliane, Jonathan Conricus. 

Con la ripresa delle ostilità, il braccio armato di Hamas ha ricevuto “l’ordine di riprendere i combattimenti” e di “difendere la Striscia di Gaza”, secondo una fonte vicina al gruppo che ha chiesto di restare anonima.

Come già accaduto nelle settimane precedenti, leader internazionali e gruppi umanitari hanno condannato la ripresa delle ostilità. In particolare gli Stati Uniti, nella persona del segretario alla difesa americano Lloyd Austin, hanno ribadito che stanno lavorando con Israele, Egitto e Qatar per raggiungere un secondo cessate il fuoco.
L’esercito israeliano ha affermato di aver attaccato più di 400 “obiettivi terroristici” nella Striscia di Gaza dalla fine della pausa nei combattimenti con Hamas.

Tra i tanti atroci dati di questa guerra, quello che fa più impressione è sempre il numero di bambini uccisi. Secondo l’Unicef già prima della tregua sono stati uccisi più di 5300 bambini nei primi 48 giorni di guerra, senza contare i bambini dispersi.
“Per sette giorni – spiega la direttrice generale dell’Unicef Catherine Russell  c’è stato un barlume di speranza per i bambini in mezzo a questo orribile incubo. Più di 30 bambini tenuti in ostaggio a Gaza sono stati liberati e riuniti alle loro famiglie. La pausa umanitaria ha
permesso di aumentare le consegne di aiuti di prima necessità a Gaza e in tutta la regione. L’Unicef e i suoi partner hanno potuto incrementare in modo significativo le operazioni e i programmi. E abbiamo potuto iniziare a riunire i bambini separati con le loro famiglie”.

Fonte: Ansa.it