Esplosione nel Veronese: tre carabinieri uccisi durante lo sgombero, arrestati tre fratelli

Una tragedia gravissima ha scosso il Veronese nella notte: tre carabinieri hanno perso la vita e numerosi altri sono rimasti feriti a seguito di un’esplosione avvenuta durante l’esecuzione di uno sgombero in un casolare occupato a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Le autorità hanno arrestato tre fratelli implicati nell’episodio, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato causato intenzionalmente.

All’alba, le forze dell’ordine sono intervenute per eseguire un decreto di perquisizione e sgombero in un casolare occupato da tempo dai fratelli Dino, Franco e Maria Luisa Ramponi, tutti nella fascia d’età dei sessanta anni. Quando le forze dell’ordine hanno forzato l’ingresso, l’edificio – saturato presumibilmente di gas – è esploso violentemente, provocando il crollo del fabbricato e travolgendo i militari sul posto.

Tre carabinieri sono morti: il luogotenente Marco Piffari, il brigadiere capo Valerio Daprà e il carabiniere scelto Davide Bernardello. Altri tredici tra carabinieri, poliziotti e vigili del fuoco sono rimasti feriti e trasportati in ospedale.

I tre fratelli Ramponi sono stati fermati e sottoposti a interrogatorio. Gli investigatori ipotizzano che l’esplosione sia stata scatenata da una bombola di gas già presente all’interno dell’abitazione, innescata al momento dell’accesso forzato, forse da un gesto della donna Maria Luisa Ramponi. All’interno del casolare, secondo la Procura, erano state collocate più bombole di gas, e la casa era già oggetto di precedenti minacce nel 2024 nel corso di un tentativo di sgombero fallito.

Nel novembre 2024, i medesimi fratelli avevano minacciato di provocare un’esplosione se fosse intervenuto l’ufficiale giudiziario, barricandosi sul tetto con taniche di benzina e saturando l’immobile di gas, in quel caso senza conseguenze letali.

La notizia ha suscitato profondo dolore e sconcerto. Il Consiglio dei Ministri ha stabilito il lutto nazionale per le vittime e decretato funerali di Stato. Il Governo e le massime cariche istituzionali, incluse la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica, hanno espresso cordoglio e solidarietà all’Arma dei Carabinieri e alle famiglie dei militari caduti.

Le autorità hanno sottolineato che l’esplosione appare come un atto “di follia” o di deliberata volontà di produrre danno estremo. Le indagini sono tuttora in corso, e gli inquirenti stanno acquisendo video, bodycam e testimonianze per ricostruire nei dettagli la dinamica dell’evento, accertare responsabilità e valutare il reato di omicidio premeditato.