Difesa, scontro Draghi-Conte. «A rischio patto maggioranza», Premier sale al Colle

Chi si aspettava il bluff è rimasto deluso. Il braccio di ferro tra il premier Mario Draghi e il suo predecessore a Palazzo Chigi, il leader del M5S Giuseppe Conte, non si è risolto con una pacca sulle spalle ma ha visto un preoccupante muro contro muro che torna a far suonare, alto, l’allarme sulla tenuta del governo. Tanto che l’ex numero uno della Bce, dopo il faccia a faccia durato circa un’ora e mezzo, è salito al Quirinale, per informare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul dossier spese militari, scoglio piombato sulla strada accidentata della sua maggioranza.

Uscendo da Palazzo Chigi l”avvocato del popolo’ aveva lasciato intendere di aver tenuto il punto con Draghi, “in modo chiaro, franco e sincero”, ribadendo al presidente del Consiglio di non mettere “in discussione gli accordi con la Nato, ma l’aumento delle spese militari ora sarebbe improvvido” perché “le priorità degli italiani sono altre”, ha scandito Conte a favore di telecamere, non dissimulando un certo nervosismo quando, di fronte all’insistenza di una cronista, ha alzato la voce per portare a termine il suo ragionamento. Che a Draghi, però, sembra non essere andato giù.

In mattinata ai cronisti l’ex premier aveva assicurato che il decreto Ucraina “non c’entra nulla con la corsa al riarmo e per questo lo voteremo in Senato, con o senza fiducia. Non votiamo il provvedimento a cuor leggero, ma per senso di solidarietà verso chi sta difendendo il proprio paese”. Anche sul Def, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio, Conte lascia intendere che la questione dell’asticella al 2% non si porrà, “ragionevolmente – dice – non ci sarà scritto qualcosa del genere, ma questo non toglie che è una prospettiva che dobbiamo affrontare”.

Fonte AdnKronos.com