Il gioco è un divertimento, come tutti ben sanno. Ma è anche vero che quel detto non sbaglia mai: è sempre bello, fin quando dura poco. Altrimenti sfocia in altro, e dunque in dipendenza, o ludopatia.
Per questo motivo una delle battaglie che la filiera del gambling d’azzardo sta perseguendo è proprio questa. Educare e sensibilizzare in materia di rischi e danni potenzialmente causati dal gioco d’azzardo.
Per questo Gamble Aware ha reso nota una ricerca che studia come le differenze metodologiche tra i sondaggi influenzano l’accuratezza delle stime dei danni del gioco d’azzardo.
Lo Studio, commissionato dopo una ricerca YouGov 2019, ha rivelato che in Gran Bretagna sono stati rivelati tassi più elevati di danni da gioco rispetto ai sondaggi che in precedenza erano stati effettuati sulla salute nel 2016 e nel 2018.
Da qui è emerso che i sondaggi online influenzano le stime sui danni causati dal gioco d’azzardo, rispetto ai sondaggi classici, che utilizzano cioè metodi di risposta cartacea e/o interviste vis a vis.
Una differenza di risultati che è forse da ricercare nel pregiudizio comune che da anni accompagna i sondaggi online. I sondaggi online anzitutto hanno il pregio di mettere a proprio agio chi utilizza internet e tecnologie online, persone che spesso risultano essere proprio i giocatori.
Dunque, in base alle considerazioni, si può dedurre che i sondaggi online tendono a sovrastimare i danni causati dal gioco. Lo conferma anche la London School of Economics, autrice della ricerca che ha scoperto come i sondaggi online sovrastimino la prevalenza dei danni causati dal gioco d’azzardo rispetto ai sondaggi classici.
Chi ha condotto la ricerca Gamble Aware, Alison Clare, ha chiarito che il fine ultimo della stessa è prevenire, trattare e supportare tutti i dati circa il tema del gioco d’azzardo patologico.
Del resto parecchio sentito a tutte le latitudini. In Italia i casinò online hanno avviato una serie di rigidi programmi per prevenire la dipendenza da gioco. Che difatti esiste, soprattutto in quelle realtà dove si gioca di più. La Campania è tra queste, con una particolarità: a cadere nella trappola della ludopatia sono soprattutto i giovanissimi.
Per questo nel marzo del 2020 la Regione, d’accordo con tutti gli enti in causa, ha varato una legge regionale anti-gioco che ha introdotto, tra le altre misure, distanziometro, slot spente per 8 ore al giorno e multe fino a 1.500 euro per ogni apparecchio che viola gli orari.

