Coronavirus, 75.000 morti in Europa. E la Cina intanto rialza l’allerta

Sono 75.000 le vittime del coronavirus in Europa, secondo un calcolo effettuato dall’agenzia France Presse che conferma che il Vecchio Continente continua ad essere il più colpito dalla pandemia. L’80% del totale dei morti è stato registrato in Italia, Spagna e Gran Bretagna.

Buone notizie dall’Inghilterra. Il premier britannico Boris Johnson è stato dimesso dall’ospedale, dove era stato ricoverato domenica scorsa per il coronavirus. Lo ha reso noto Downing Street.

Dopo qualche giorno in cui si erano registrati cali, sono di nuovo aumentate le vittime di coronavirus in Spagna. 619 i morti nelle ultime 24 ore, 16.972 quelli totali secondo quanto annunciato dal ministero della Sanità. I casi di Covid-19 sono 166.019, 62.000 le persone guarite.

La Cina ha annunciato 97 nuovi casi “importati” di coronavirus, il numero più alto dall’inizio di marzo. Solo due i casi locali, secondo quanto annunciato dal ministero della Salute cinese. Le autorità sono preoccupate da una nuova ondata di Covid-19 portata dall’esterno tanto che le frontiere restano chiusi a quasi tutti gli stranieri. Rimane tuttavia il problema dei cinesi che ritornano a casa dall’estero. Oggi a Pechino il livello di allerta sulla salute è passato da “verde” (“nessun problema”) ad “arancione”, che prevede l’obbligo di restare in isolamento a casa propria.

Per quanto riguarda l’America, sono stati 1.920 i morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dalle rilevazioni della Johns Hopkins University. Intanto le scuole nella città di New York resteranno chiuse per il resto dell’anno accademico: non riapriranno fino a settembre. Lo annuncia il sindaco di New York Bill de Blasio. New York ha il sistema di scuole pubbliche più grande degli Stati Uniti con 1,1 milioni di studenti. Le scuole nella città sono state chiuse il 16 marzo a causa dell’epidemia di coronavirus.

Il numero dei contagiati da coronavirus in America latina ha superato oggi quota 60.000, di cui oltre 2.503 morti. E’ quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA sulla situazione esistente in 34 nazioni e territori latinoamericani. In appena 36 ore la regione è passata dai 50.037 casi confermati il 10 aprile ai 60.300 odierni. Le vittime fatali nello stesso periodo sono cresciute di 442 unità.

(Fonte: Ansa.it)