Nella sua quinta puntata, questa rubrica s’è occupata di un argomento, che ha rappresentato costantemente, fin da maggio 1993 (ossia, dalle dimissioni del sindaco Vincenzo Giordano, che aprirono l’autostrada del governo di Salerno a Vicienzo), un doloroso tallone d’Achille, proprio per De Luca. Il quale, però, quando è stato sindaco, imperatore incontrastato, ras e sceriffo di Salerno, non se n’è proprio accorto, del problema. Non s’è neppure avveduto, per la verità, del fragile tallone d’Achille. Né, evidentemente, ha avvertito un minimo di dolore, a quel tallone… “Chiacchiere e nuvole” riservò le sue prime cinque tornate a “Enzo De Luca e il declino di Salerno”. Un declino, un arretramento della città, che s’avverte, palpabile. Del quale perfino i cittadini salernitani, ormai da tempo, si sono resi conto. Nonostante siano stati, a lungo, troppo a lungo, ottenebrati dagli annunci, dalle plurime inaugurazioni, dall’autoesaltazione continua e dalla propaganda della buona stampa (anzi, entusiastica) deluchiana… L’argomento era il mare. Mai curato, da De Luca. Neppure distrattamente. Neppure per sbaglio.
Il mare, l’eterno assente, nella politica deluchiana
Quello, innanzi testualmente trascritto, era uno dei titoletti dell’analisi del declino di Salerno e delle sue cause. Scrivemmo, in quell’ormai lontana puntata (procederemo, ovviamente, ad uno stralcio): “L’handicap deluchiano è stato ed è il mare. Non l’ha mai curato, nei ventisei anni del suo impero. Non ha mai neppure tentato di sottrarre la litoranea al degrado profondo, nel quale versa da sempre… I salernitani sono restati in letargo. Inibiti perfino nella tradizione balneare… Senza un sussulto di protesta… Se ripulita” (la costa salernitana) “rivitalizzata, valorizzata, depurando il mare, recuperando a dimensioni decenti il morente lembo di spiaggia, arricchendo la linea costiera con strutture alberghiere, con impianti sportivi, con locali notturni di prestigio, straccerebbe la riviera adriatica…”. (De Luca, nel suo) “incontrastato dominio, non ha dedicato neppure un briciolo, della sua attenzione, al mare. L’ha abbandonato al suo destino, all’incuria. Nel cuore di Salerno, come nelle periferie. L’ha fatto dimenticare, il mare, ai salernitani. Eppure, ha avuto mano libera”.
Meglio tardi che mai
Era il 26 maggio scorso, quando ERREEMME NEWS ha pubblicato questa sua critica, documentata e puntuale, al Comune di Salerno. Ebbene, miracolo! Sarà per le elezioni comunali, che ormai si avvicinano, sarà per altri motivi, sarà quel che sarà, l’amministrazione comunale di Salerno (guidata dal deluchiano Vincenzo Napoli) ha annunciato un piano per le spiagge. Il 18 luglio, sui siti web e, a seguire, sugli organi di stampa, un’ondata (è il caso di dire) di informazioni, sul progetto. In premessa, deve sottolinearsi, ma proprio subito, che questa rubrica prende e dà atto, con soddisfazione, dell’iniziativa. Il Comune di Salerno ha, in sintesi, reso pubblici degli atti di indirizzo per la progettazione esecutiva della nuova spiaggia, che andrà da quella, popolarmente (ma anche ufficialmente) denominata di Santa Teresa, al porto Masuccio Salernitano. Non è propriamente quello che sarebbe stato (e sarebbe) necessario, ma è già un inizio. Un primo passo. In prospettiva di tutto ciò che sarà utile fare, in seguito, in materia.
Profondità minima: quaranta metri di spiaggia
Il progetto prevede che la profondità di ogni singolo lembo di spiaggia sia non inferiore a quaranta metri. Anche a questo riguardo, va bene così. È un passo avanti. Inoltre, saranno tenuti sotto attenzione gli scarichi sul lungomare della città, con la valutazione degli interventi tecnici di trattazione delle acque, al fine di una balneazione non inquinante e non dannosa per la salute dei cittadini. Le espressioni utilizzate sul punto sono, per la verità, troppo caute e prudenti, sì da non offrire garanzie effettive, nel merito. Ma c’è un altro dettaglio, in senso opposto, che induce ad un ragionevole ottimismo. È previsto, invero, un “allontanamento” verso il mare delle acque del Rafastia, “in modo tale da ridurre al minino le possibili interferenze sulla qualità ambientale della balneazione delle due spiagge ad esso adiacenti”.
Per ora, accontentiamoci…
Bisogna pur accontentarsi. Dopo decenni di assoluto immobilismo ed incuria, almeno si danno segnali di vita e d’interesse per la comunità. Salerno, ribadiamo l’ovvio, è una città di mare. Almeno, dunque, si pon mano all’opra… Un altro dettaglio non trascurabile è la verifica delle potenziali interferenze, con i porti turistici esistenti, delle nuove strutture di protezione, al fine di prevenire qualsiasi problematica di navigabilità e di approdo.
Termine temporale: 30 novembre 2019
La scadenza, per il deposito del progetto esecutivo, è fissata al 30 novembre 2019. Se sarà rispettata, sarà già un positivo segnale. Per ora, non c’è altro da segnalare, sull’iniziativa lanciata. Ma questa rubrica intende esternare la propria intima soddisfazione e gioia, per aver denunciato, del tutto evidentemente, una lacuna di Salerno, alla quale, da troppo tempo, bisognava porre rimedio. S’è già chiosato, ma si ritiene utile ripeterci: meglio tardi che mai. Senza venatura polemica. Che sarebbe sterile. Ovviamente, però, dopo aver rilevato la positività dell’iniziativa, vigileremo sulla sua realizzazione. Possibilmente, sollecita. Non per recuperare i decenni d’incuria. Ma per cominciare un percorso virtuoso. Sarebbe proprio l’ora…
La ventiquattresima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, giovedì 1° agosto.

