Uno spiraglio nella vertenza dei lavoratori della Meridbulloni di Castellammare di Stabia si è avuto con l’individuazione di un’area dove dislocare l’azienda metalmeccanica stabiese. In pompa magna il consigliere regionale del Pd, Mario Casillo, ha annunciato di aver trovato un sito nell’aria ASI di Torre Annunziata.
Ma di questa intenzione sembra che l’amministrazione comunale non ne sappia niente, provocando così grossi malumori all’interno dell’esecutivo oplontino e tra i sindacati territoriali.
Vincenzo Ascione, sindaco di Torre Annunziata, si è infatti dichiarato “sorpreso” dalla procedura con la quale si sta formalizzando questa operazione.
“L’ente che rappresento avrebbe dovuto essere informato in via prioritaria, anche se questa potrebbe sembrare una semplice operazione immobiliare di compravendita di immobili in un’area di non pertinenza del Comune di Torre Annunziata.
In questi giorni, – continua Ascione – “è stato approvato il preliminare del PUC, che – recependo la legge nazionale 112/2013 – individua nello sviluppo turistico l’intero territorio oplontino e le aziende che si insedieranno a Torre Annunziata dovrebbero avere queste caratteristiche”.
Mentre a Castellammare di Stabia l’area dove sorge l’attuale sito della MeridBulloni – conclude Ascione – diventerà molto probabilmente un insediamento di tipo turistico a supporto del porto di Marina di Stabia, a Torre Annunziata sembra che non siano state recepite dai rappresentanti della Regione Campania le indicazioni che sono emerse dal piano di indirizzo politico programmatico di questa giunta comunale e quelle che sono le leggi nazionali”.
Anche Matteo Vitagliano, referente locale della Cisl, punta l’indice su chi continua a dettare regole sul nostro territorio senza interfacciarsi con le realtà locali: “E’ sempre la stessa storia dai tempi della Tess, in cui Castellammare di Stabia dettava e Torre Annunziata subiva senza che fossero rispettate le esigenze occupazionali della popolazione torrese”.
“Dopo Leroy Merlyn – continua Vitagliano – ci troviamo come al solito nuove aziende che si insediano nel nostro territorio senza che si tenga conto dei nostri disoccupati; non vorremmo che si ripetesse la stessa situazione anche con il nascente polo florovivaistico. Infatti – conclude il sindacalista oplontino – nonostante sia stato sottoscritto un accordo con la Gaia Florum, a capo del consorzio, ancora non ci è stato presentato il piano industriale con indicati i tempi di assunzione dei lavoratori della ex-Metalfer, gli espulsi dal bacino occupazionale e dei disoccupati Torresi”.
Quella che sembrava la fine dell’odissea per i lavoratori stabiesi potrebbe trovare un ostacolo se al tavolo in cui stabiliscono tempi e modi per l’insediamento della nuova Meridbulloni non venissero convocati anche le istituzioni e i sindacati territoriali.
Massimo Napolitano

