«Siamo costretti ad intervenire, nostro malgrado, derogando, previa autorizzazione della Committente, al principio della riservatezza e degli accordi di non divulgazione, su una vicenda che sta assumendo connotati a dir poco grotteschi e che, recentemente, ha innescato potenziali meccanismi conflittuali, soprattutto nell’ambito delle risorse umane impegnate e tra le organizzazioni sindacali, delle diverse aziende coinvolte. Nel rispetto delle maestranze e dei sacrifici dei lavoratori, riteniamo di cattivo gusto, l’utilizzo della presunta parte debole, per raggiungere legittimi obiettivi, di natura privata».
Così in una nota stampa Enzo Sica, consulente del Gruppo Vescovini, che di recente ha acquisito l’ex MeridBulloni di Castellammare di Stabia.
«Chiariamo subito – continua -, inoltre, per fugare ogni ombra di dubbio, che consideriamo sacrosanta la tutela della proprietà privata, nel rispetto della normativa vigente. Allo stato, la nostra struttura, ha avuto incarico, in data 7 aprile 2021, dalla società: “SBE – VARVIT SPA” con sede legale in Reggio Emilia, per la consulenza ed assistenza, finalizzata alla realizzazione di un impianto produttivo nell’ambito della Regione Campania. L’incarico non contiene alcun riferimento a siti produttivi specifici».
«I rapporti con la società “DAMIANO MOTOR’S SPA IN LIQUIDAZIONE” e per essa con il rappresentante della proprietà Ing. Cesare Damiano, sono stati coltivati, negli ultimi due anni, con l’obiettivo della cessione dell’area a terzi, nell’ambito di relazioni professionali, relative a legami con potenziali acquirenti e non al potenziale venditore. In ordine di tempo e prima dell’ipotesi del gruppo “Vescovini”, l’ultima trattativa risale al marzo 2021.
Agli inizi di aprile dell’anno in corso, in ragione dell’incarico ricevuto, abbiamo anticipato al medesimo rappresentante della proprietà, Ing. Cesare Damiano, la possibilità di cessione/locazione dell’area di proprietà, ad una società del Gruppo “Vescovini”. Si è constatata la consueta disponibilità a valutare la cessione dell’area, nonché la disponibilità per un sopralluogo tecnico, effettuato, per conto del potenziale acquirente/conduttore, dall’Ing. Vincenzo Potestà».
Poi ancora: «In data 16 aprile 2021, dopo la pubblicazione di un comunicato stampa della Regione Campania, in ordine all’eventuale procedura di acquisizione (ex-articolo 63 della legge 448/98) da parte dell’ASI di Napoli, che sulla vicenda, unitamente alla Regione Campania ed al competente MISE, ha mostrato sempre grande attenzione ed interesse istituzionale, l’Ing. Cesare Damiano, ci ha comunicato (19.4.2021) che la proprietà aveva deciso di non cedere più l’area, per sopravvenuti diversi utilizzi».
Dall’attività di “due diligence” – spiega Sica – «effettuata all’epoca, si è potuto constatare, ad onore del vero, che la società “DAMIANO MOTOR’S SPA” è stata posta in liquidazione, con delibera assembleare del 3 novembre 2015, che non vi è stata attività di produzione e che i modesti ricavi conseguiti, sono stati costituiti da canoni per la locazione di parte dello stabilimento, finalizzati al recupero, almeno parziale, di costi fissi di amministrazione. Ciò si ricava dagli atti ufficiali depositati presso il registro delle imprese».
«Tanto si doveva, per amore della verità, per il rispetto dei lavoratori, per il dovuto garbo nei confronti del rappresentante del gruppo Vescovini, per i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e per il decoro e la deontologia professionale».

