Boscoreale, telecamere nella sede di Ambiente Reale senza l’accordo dei sindacati: rivolta dei dipendenti. Fit Cisl: «Illegale»

Blitz di Ambiente Reale a Boscoreale: installa le telecamere di sorveglianza all’insaputa dei dipendenti: scatta la rivolta dei sindacati. Una scelta, quella dell’azienda che gestisce il servizio di raccolta differenziata di installare il sistema di videosorveglianza senza prima trovare un accordo con i sindacati, che è illegittima. A sollevare la questione, è la Fit Cisl, che chiedono subito di fissare un incontro prima di attivare le telecamere.

Ma procediamo con ordine. Martedì scorso, il Commissario Straordinario di Ambiente Reale Giampiero Perna, attraverso un comunicato inviato martedì 28 novembre ai dipendenti, ha dichiarato di aver installato nella sede operativa della società, impianti di videosorveglianza 24 ore su 24 e sette giorni su sette compresi i festivi.

«I soggetti interessati – si legge nel documento di Ambiente Reale che cita l’articolo 13 del Reg. 679/16 in materia di protezione dei dati personali (GDPR) – sono correttamente avvisati dell’installazione della videosorveglianza tramite l’apposizione di specifici cartelli e relative informative collocati prima del raggio di azione delle telecamere o comunque nelle loro immediate vicinanze».

Infine, nel documento dell’azienda viene giustificata tale scelta, quella cioè di installare le telecamere, «con finalità di prevenzione ed eventuale raccolta di mezzi di prova in ordine alla tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, abusi, danneggiamenti, atti di vandalismo, attività illecite ed episodi di criminalità».

La Fit Cisl, però, ha espresso particolari perplessità in merito alla questione considerando «illecita l’istallazione del sistema di videosorveglianza».

Immediata la controreplica di Ambiente Reale: “Il Decreto Legislativo (151/2015 del settembre 2015) ha sancito che è lecito utilizzare tali sistemi di  videocontrollo all’interno delle aziende. Infatti, è possibile l’installazione di questi apparati
con finalità indirette di controllo a distanza dei lavoratori con l’obiettivo di tutelare il patrimonio aziendale e non solo per esigenze produttive, organizzative o di sicurezza sul lavoro».

Con una nota di ieri (mercoledì 29 novembre), però, il Segretario Generale della Fit Cisl Campania Alfonso Langella e il sindacalista Ciro Bernardo hanno puntualizzato – normativa alla mano – che i sistemi di videosorveglianza “possono essere installati solo previo accordo sindacale. In alternativa, in caso di mancato accordo, possono essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Il Garante della Privacy, inoltre, ha sancito (circolare n.503/2023) che l’installazione dei sistemi di videosorveglianza, in assenza di accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro, viola il regolamento europeo (da voi per altro citato nell’informativa), il Codice della Privacy e lo Statuto dei Lavoratori.

Si chiede pertanto, prima di procedere all’installazione dei succitati strumenti di videosorveglianza, la convocazione di un apposita riunione con le Organizzazioni Sindacali».

Infine la stoccata di Langella e Bernardo al Commissario Straordinario di Ambiente Reale Giampiero Perna: «Continuano azioni senza confronto con spreco di risorse e con le conseguenti difficoltà che creano all’azienda stessa e ai lavoratori. Prima di ricoprire dei ruoli, probabilmente sarebbe opportuno seguire dei corsi dettagliati. Non si può inventarsi amministratore aziendale».