A Teggiano lo start delle “Giornate Dianensi” di lingua e cultura locale” – Le Video-Interviste

https://youtu.be/3xME6MLDMEA

Le “Giornate Dianesi di Lingua e Cultura Locale” hanno avuto lo start a Teggiano, sabato 18 ottobre, nella Sala “Antonio Mario Innamorato” del Complesso Monumentale della SS. Pietà, un evento promosso dall’Associazione “Mōre Dianense” in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, in partnership con la Banca Monte Pruno e i patrocini del Comune di Teggiano, del Polo Liceale “Pomponio Leto” e dell’Istituto Comprensivo, e prevedono una serie di appuntamenti.

Un momento di riflessione e di confronto su lingua e cultura della comunità di Teggiano e del Vallo di Diano e, al tempo stesso, strumento per la ricostruzione e la conservazione di esse, attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle istituzioni locali, illustrando le tecniche, le metodologie e gli strumenti necessari per garantirne la custodia.

Lingua e cultura, essendo sedimenti identitari delle comunità suddette, costituiscono un binomio inscindibile giacché l’una non permane senza l’altra.

Un risultato assolutamente positivo: c’è stata una partecipazione vastissima, di docenti e di appassionati. – commenta soddisfatto Vincenzo Andriuolo, presidente “Mōre Dianense” – Questo primo evento, tra l’altro, era un evento molto tecnico perché aveva come tema ‘tecnica e strumenti’ e la capacità dei relatori nel renderlo fruibile a qualsiasi livello, è stata eccellente; ho visto facce soddisfatte e questo è stato magnifico. Questo era il primo evento delle GIORNATE e quindi ci sarà un seguito; siamo partiti della base della dialettologia, quali sono i mezzi e gli strumenti hanno gli esperti, e sottolineo che anche il cittadino comune ha l’obbligo di conservare il proprio dialetto, la propria cultura, in quanto connotato della cittadinanza. La seconda edizione delle GIORNATE DIANESI, presumo che molto probabilmente ci sarà nella prossima estate e cercheremo di indagare il ruolo della parola nella ricostruzione della storia culturale e materiale della collettività”.

Quintino Di Vona