Colpo al clan D’Alessandro: blitz all’alba a Castellammare, 11 arresti

È scattato all’alba il maxi blitz delle forze dell’ordine contro il clan D’Alessandro, storica organizzazione camorristica radicata a Castellammare di Stabia. L’operazione, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dai carabinieri del comando provinciale, ha portato all’arresto di 11 persone con accuse pesantissime: associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti, detenzione di armi e corruzione in atti giudiziari, con l’aggravante del metodo mafioso.

Tra gli arrestati, nomi di peso nella galassia del clan: la moglie e il figlio del boss Enzo D’Alessandro, ma anche Giuseppe Oscurato, figlio del ras Antonio, e il suo braccio destro Giuseppe Donnarumma, ritenuti responsabili della rete di spaccio che si estendeva dal centro stabiese alle periferie vesuviane.

Ma non si tratta solo di criminalità di strada: secondo gli inquirenti, il clan continuava a esercitare un controllo capillare sul territorio anche attraverso il settore edilizio. Le indagini avrebbero rivelato un intreccio inquietante tra la cosca e ambienti professionali locali, con geometri e tecnici che avrebbero favorito pratiche urbanistiche irregolari in cambio di protezione o denaro.

Il clan D’Alessandro, egemone nella frazione stabiese di Scanzano, rappresenta da decenni uno dei pilastri della camorra dell’area vesuviana. Nonostante i duri colpi inferti negli anni, la sua capacità di riorganizzarsi e infiltrarsi nel tessuto economico-sociale del territorio è rimasta intatta. Fino a oggi.

Le perquisizioni, condotte anche in abitazioni apparentemente insospettabili, hanno permesso di recuperare documentazione utile e ulteriore materiale investigativo. Le indagini non si fermano: l’obiettivo è smantellare del tutto la rete di protezioni e connivenze che ha consentito al clan di sopravvivere alle ondate repressive.

Il blitz si inserisce in una strategia più ampia contro la criminalità organizzata in Campania, in un momento in cui la pressione dello Stato sembra finalmente farsi sentire con forza crescente. La speranza, ora, è che questa operazione rappresenti non solo un colpo simbolico, ma un vero punto di svolta per la legalità a Castellammare.