Impennata dell’inflazione a ottobre, un record che non si registrava da marzo 1984. Secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento del 3,5% su base mensile e dell’11,9% su base annua (da +8,9% del mese precedente). E’ quanto emerge dalle rilevazioni dell’Istat.
Bisogna risalire a marzo 1984 per un tendenziale dell’indice generale Nic come quello che si è registrato ad ottobre. L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +8,0% per l’indice generale e a +3,7% per la componente di fondo. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta del 4,0% su base mensile e del 12,8% su base annua (da +9,4% nel mese precedente).
PREZZI PRODUZIONE – Nuovo netto balzo anche dei prezzi alla produzione per l’industria che a settembre – riferisce l’Istat – aumentano del 2,8% su base mensile e del 41,8% su base annua, accelerando persino rispetto al +40,1% di agosto. Sul mercato interno i prezzi crescono del 3,5% rispetto ad agosto e del 53,0% su base annua (da +50,5% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, spiega l’Istat – i prezzi registrano un incremento molto meno marcato sia a livello congiunturale (+0,8%) sia a livello tendenziale (+12,6%).

