G20 a Napoli: i ministri arrivano a un accordo mentre gli attivisti manifestano in città – La Foto-Gallery

Napoli. Si è aperta ieri, giovedì 22 luglio, al Palazzo Reale di Napoli il G20 “Ambiente, Clima e Energia”, la riunione dei ministri dei venti Paesi economicamente più influenti al mondo. Ad aprire i lavori, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani: “Per la prima volta il G20 ha riconosciuto l’interconnessione tra clima, ambiente, energia e povertà: non era un passaggio scontato, finora erano settori considerati separati”.

Ieri è stata la giornata dedicata alla tutela dell’Ambiente, mentre oggi, 23 luglio, si discuterà di “Clima” ed “Energia” e minimo comun denominatore saranno le emergenze della crisi climatica. Gli auspici sono che, al termine di questi due giorni, si raggiunga almeno un accordo sulla cosiddetta “ambizione”, in modo che poi alla Cop26 di Glasgow, del prossimo 31 ottobre, si possa chiudere con impegni vincolanti per ogni singolo Paese.
Al momento, secondo il ministro Cingolani, le sensazioni sono positive. “Il documento approvato (su biodiversità e tutela del patrimonio naturale) è un accordo unico”, ha anticipato ieri sera il ministro. In 7 pagine e 25 articoli, il comunicato “è il più completo sulle linee guida ambientali mai concepito”, un lavoro “che ha soddisfatto tutti, negoziato fino all’ultimo secondo” e il cui “motore principale è rappresentato da tutti quegli esperti che hanno lavorato per mesi per rendere accettabile questo accordo oggettivamente unico”.

L’Ecosocialforum alternativo degli attivisti

«Jatevenne!», andatevene: è invece lo slogan dei movimenti che hanno dato il via all’EcoSocialForum, un contro-forum in vista del G20 di Napoli. La rete composta da più di cinquanta movimenti si è autonominata “Bees against G20” volendo simbolicamente ricordare le api, insetto fondamentale per la sussistenza degli ecosistemi del pianeta terra.

Il controforum si è tenuto mercoledì scorso e ha visto la presenza di una varietà notevole di contributi di attivisti e studiosi, in presenza e da remoto, alcuni anche di profilo internazionale, come la famosa ambientalista indiana Vandana Shiva. I movimenti chiedono ai «grandi della Terra» che dovrebbero attuare la cosiddetta transizione ecologica «attenzione alle comunità, alla loro cura, al loro benessere» e dunque «ascolto».

«Il continuo rinvio nel tempo degli obiettivi minimi sulla riduzione di Co2 e dei combustibili fossili – spiegano gli attivisti – la costruzione ovunque di nuovi gasdotti, l’imperversare senza regole di attività e impianti inquinanti, il potere delle compagnie petrolifere e delle élite che grazie a esse costruiscono ricchezze senza fondo, il cinismo delle multinazionali e delle compagnie di trasporto che usano i paesi più poveri del mondo come discarica tossica, dimostrano che le retoriche in uso in questo momento a Palazzo Reale siano semplicemente politiche di greenwashing, il tentativo di utilizzare l’allarme climatico e strumentalizzare la domanda di cambiamento.

La biografia del ministro italiano all’ambiente, Cingolani, una carriera nell’industria degli armamenti, è una perfetta fotografia dell’ipocrisia di questo consesso. Le azioni di questa mattina sono un segnale che viene da territori che sanno benissimo cos’è la devastazione ambientale e ne hanno pagato sulla pelle un pezzo altissimo. Napoli Est in particolare, ancora sacrificata ad essere discarica tossica e pericolosa delle multinazionali del fossile, con addirittura nuove proposte di impianti GNL, è in attesa di una bonifica mai realizzata».

Ieri mattina, mentre i ministri dei Paesi del G20 iniziavano le riunioni a Palazzo Reale, i movimenti ambientalisti e dei centri sociali hanno bloccato una raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio. Altri, invece, hanno manifestato bloccando lo svincolo autostradale dell’A3 a Napoli est, paralizzando il porto commerciale di Napoli.
Poi, ieri pomeriggio, si è tenuto il corteo generale. Sebbene non si conoscano ancora le stime ufficiali, alla manifestazione hanno partecipato più di cinquecento persone. Anche l’attivista italiano e fondatore di Potere Operaio, Oreste Scalzone, ha preso parte alle manifestazioni.

Presso piazza Bovio, la testa del corteo ha cercato di spostarsi verso via Depretis, con l’ obiettivo di raggiungere piazza Municipio e di qui entrare nella zona rossa. Ma la Polizia li ha fronteggiati con un doppio cordone di agenti del reparto mobile in assetto antisommossa, che avevano alle spalle furgoni cellulari messi di traverso sulla carreggiata. Dai manifestanti sono state lanciate buste d’acqua contro i poliziotti.

Sebastiano Santoro