Medici 118 Asl Napoli 1, Iovino si appella a De Luca: “Intervenga o il servizio rischia di scomparire”

Napoli. “I medici del 118 sono quelli che maggiormente sono stati e continuano ad essere esposti al Covid 19, tanto che alcuni di loro hanno pagato la lotta al virus persino con la propria vita. Il fatto che l’Asl Napoli 1 abbia tagliato la loro remunerazione, già non particolarmente elevata, suona come un intollerabile sberleffo nei confronti di professionisti che si sono fin qui distinti per una assoluta dedizione alla professione e un encomiabile spirito di servizio. Al Presidente della Giunta regionale, che ha sempre dimostrato attenzione e apprezzamento per l’operato spesso disagevole dei medici campani, chiediamo di intervenire affinché possa essere evitata loro quella che si va configurando come un’ingiustizia senza precedenti”.

Così in una nota Francesco Iovino, vice presidente della Commissione trasparenza del Consiglio regionale della Campania.

Il Consigliere regionale, che è esponente di Italia Viva, ha reso noto che depositerà un’interrogazione urgente al Governatore per capire come le istituzioni regionali intendano evitare un danno che “non solo penalizzerà i professionisti dal punto di vista economico, ma che rischia di avere ripercussioni sul funzionamento di tutto il servizio 118. Sono davvero tanti i medici – rileva Iovino – che si sono già licenziati per emigrare in altre regioni, dove trovano condizioni economiche migliori, o che si trasferiscono alla medicina di base. Il poco personale rimasto copriva in straordinario i turni scoperti per mancanza di medici. Ora per protesta non hanno coperto i turni, lasciandone vuoti oltre 50 di autoambulanza formati solo da autisti e infermieri. I quali, per legge, non possono fare diagnosi e terapie e devono, pertanto, portare i pazienti in ospedale”.

“Va rilevato – aggiunge Iovino – che il 118 non può più assistere chi ha una patologia Tempo-dipendente. Infatti, ictus, attacchi cerebrovascolari, politrauma, ecc. richiedono che il medico stabilizzi il paziente e lo tenga in vita fino all’arrivo in ospedale. Oggi tale assistenza viene effettuata dai soli infermieri e autisti, con decessi purtroppo prevedibili e che, con la presenza di un medico, potrebbero essere evitati. Dopo la notifica delle raccomandate, con le quali viene chiesta ai medici la restituzioni di compensi fino a 100mila euro e il taglio dello stipendio, in tanti sono pronti a licenziarsi per andare in PIemonte, Veneto, Lombardia”.

“E’ evidente che la condizione già precaria del servizio 118 rischia di evolvere nel suo totale azzeramento con conseguenze inaudite per intere comunità. Siamo certi, tuttavia, – conclude Iovino – che il Presidente De luca e il Consiglio Regionale vorranno evitare che ciò accada, a maggior ragione ora che siamo a chiamati ad affrontare insieme l’emergenza da Covid”.