Rai, la pugliese Marilù Lucrezio sarà la corrispondente dalla sede di Bruxelles

A partire dal prossimo mese di settembre sarà la giornalista pugliese Marilù Lucrezio la corrispondente dalla sede di Bruxelles per la Rai.

All’anagrafe Maria Luce, nata ad Ugento (Lecce) il 19 settembre del 1968, inviata del Tg 1, laureata in lingue (parla inglese, francese, spagnolo, russo e giapponese), esperta di politica internazionale, ha frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino nel biennio 1994/96 , si è specializzata in Giornalismo alla State University of New York, diventando professionista nel 1997.

In Rai dal 1997

In Rai dal 1997, alla redazione esteri del Giornale radio, e da subito si è specializzata in politica internazionale e militare, seguendo il difficile processo di pace in Irlanda del Nord. Passata al al Tg 1, è stata inviata in zone di guerra e guerriglia e in aree di crisi, ma ha coperto anche la cronaca politica, interna ed internazionale. Nei suoi servizi giornalistici la Lucrezio ha raccontato il mondo: Libia, Tunisia, Haiti, Afghanistan, Stati Uniti, Cuba, Filippine, Marocco, Pakistan, Arabia Saudita, Libano, Niger, Kosovo, Iraq, Siria, Israele, Russia, Cina, dalla striscia di Gaza e Sri Lanka. Proprio in Sri Lanka la giornalista fu arrestata perché i militari avevano scoperto fra i suoi bagagli documenti sulle Tigri Tamil e l’avevano presa per una spia.

La Lucrezio inoltre è stata a bordo della portaerei Eisenhower diretta in Somalia, imbarcata con i top gun americani ed ha seguito come giornalista embedded missioni militari Nato ed Onu in varie aree del globo. Per affrontare le esperienze giornalistiche come inviata di guerra la giornalista pugliese ha dovuto formarsi con un corso  specifico di sopravvivenza.

Le interviste ai potenti della Terra

Tanti i capi di Stato e di governo e leader politici che hanno risposto alle sue domande tra cui: Rudolph Giuliani, il presidente siriano Assad, Saad Hariri, Nicolas Sarkozy, Walid Jumblatt, il segretario generale della Nato Stoltenberg; ma si è anche addentrata nelle banlieu parigine riuscendo ad intervistare fiancheggiatori dell’Isis dopo la strage del Bataclan.

Un curriculum giornalistico nel quale si annovera anche l’esperienza di dover raccontare il massacro di Beslan, in Ossezia; per dieci anni si è recata spesso in Afghanistan, seguendo sui Lince ed in trincea i soldati italiani. Nel 2014 ha vissuto i bombardamenti israeliani su Gaza. Durante la primavera araba ha scoperto un giro di trafficanti di esseri umani operanti al confine tra Libia e Tunisia, li ha seguiti di nascosto per due mesi, documentando i loro traffici; stava per essere sequestrata dagli schiavisti, e si è salvata per il rotto della cuffia fuggendo da un ingresso secondario dell’hotel dov’era alloggiata.

Nel 2015 ha seguito per un anno i migranti dalla Grecia lungo i Balcani fino in Austria ed Ungheria, documentando campo profughi dopo campo profughi (ha subìto anche un paio di internamenti) il loro viaggio della speranza. Inviata in Venezuela, ha seguito per le strade le proteste contro Maduro, documentando in presa diretta scontri e repressioni. Nel 2012 ha seguito imbarcata su navi da guerra la missione europea Atalanta che ha combattuto la pirateria nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano. Sul piano della politica europea, ha seguito sul campo le vicende inerenti la crisi greca, la Brexit e l’indipendentismo catalano.