“Chiacchiere e nuvole” – Puntata n. 2 – Enzo De Luca e il declino di Salerno…

In chiusura della prima puntata sul declino di Salerno (e di De Luca), c’eravamo chiesti: in cambio di che, il “contrordine, compagni!” di Vicienzo, sul dilemma Bersani / Renzi, nonché sui migranti?

I due “punti di svolta”

Ebbene, due sono stati, per sommi capi, gli spartiacque, che hanno orientato le decisioni deluchiane. In entrambi i casi, connotate e caratterizzate dalla ben nota disinibizione, accompagnata dalla perentorietà e dall’asciuttezza. Magari, con annessa, agile, spigliatissima “conversione ad U”. Perentorio prima, ma perentorio, ancora di più, nella fase inversa. Così è stato per il trasferimento deluchiano, armi e bagagli, da Bersani all’astro nascente Renzi. Per inciso: un astro effimero, che ha brillato per ben poco tempo. E che, dopo il fallimento boschiano dell’illusoria riforma costituzionale, è scivolato in una fase di repentino raffreddamento, da stella in via d’estinzione… Così è stato, deluchianamente, per la conversione pro-migranti, o sulla commossa adesione alla solidarietà piddina, precedentemente criticata, da ’o governatore, con la tradizionale asprezza di linguaggio (e, se è per questo, fustigata, ricorrentemente, anche dopo…). Entrambi, gli spartiacque, imperniati – guarda caso – sulle prospettive di carriera politico-amministrativa dei due rampolli, Piero e Roberto.

 

Il confine (in primis, familiare)…

Il primo dei due è entrato in Parlamento per il rotto della cuffia. Per una manciata di voti, “terziati”, con profonda angoscia, uno per uno. Missione compiuta, ma quasi con i crismi di un miracolo. Eletto, con profondi respiri di sollievo, a Caserta. Non, deve osservarsi, a Salerno, laddove è stato disintegrato  da un serio professionista, ma poco più che un quisque de populo. Mortificato, anzi, sotto il profilo che più sta a cuore al papà, quello che Vicienzo non si sarebbe mai aspettato: il consenso popolare. A Salerno! Ossia, nella città sotto il dominio deluchiano, d’acciaio inox, fin da maggio del 1993… Se le elezioni del 4 marzo 2018 dovevano rappresentare una prova del nove, sulle capacità di riversare i suffragi sul delfino-erede (ben s’intenda: sempre in proiezione futura, mica delfino domattina…), questo game, questo sondaggio, Enzo De Luca l’ha malamente fallito. Con una ragguardevole circostanza aggravante. De Luca Junior n. 1 è stato annichilito da un ottimo medico “internista”, ma, come si accennava, assolutamente ignoto in politica: Nicola Provenza. Un allenatore di calcio, senza mai né fama, né successo. Figlio dello stimato prof. Vittorio, primo cittadino di Salerno, dell’epoca dei sindaci per un anno, docente universitario di matematica. Fratello e cugino, il dott. Nicola, di due apprezzati professionisti nella vita civile, ma obiettivamente sbiaditi, come consiglieri comunali…

 

“La guerra di Piero”

È stato, questo de “La guerra di Piero”, per il vero comoda e assistita, non il primo, ma il secondo  segnale del declino di Vicienzo. Un arretramento che viaggia di pari passo con quello, infinitamente più rilevante, della città. A proposito di Vicienzo. Questo appellativo dialettale ha una duplice valenza. L’una, confidenziale: amano chiamarlo così tutti coloro che si beano anche solo di una pacca sulle spalle, o di uno sguardo di finta intesa, o magari della degnazione di un saluto cordiale, da parte del sempre corrucciato, sempre “ghignoso” sceriffo, eternamente immerso nei suoi pensieri.

 

Vicienzo sbeffeggiato sul web e da Crozza…

C’è, però, anche l’altro significato. Con questo Vicienzo, lo sceriffo viene tormentato sul web. Che lo dileggia, con gag, invenzioni fantasiose, vignette sarcastiche, a mo’ di Maurizio Crozza, la sua autentica croce e delizia. Il grande comico ed imitatore lo sfotte di continuo, sì, ma è anche un gran benefattore, per De Luca. Avendolo trasportato, di peso, dal profilo meramente provinciale, a quello dei palcoscenici nazionali. Con il quid in più, dell’indimenticabilità delle sue imitazioni, che lo rendono perfino simpatico. Un’assoluta ed imprevista innovazione, questa, per un personaggetto (copyright per l’appunto deluchiano) che non ama neppure di essere “guardato” con simpatia. Da perfetto ex comunista, dell’epoca in cui i compagni raccomandavano, anzi comandavano, di evitare, come se fosse stata peste bubbonica, la simpatia. Perché, la simpatia, non si conciliava con la serietà…

 

L’inchiesta di Fan page sul secondo figlio

In ordine cronologico, il primo, significativo scricchiolio, cigolio, perfino angosciante cedimento, fu quello, di origine mediatica, del giornale on line “Fan page”, che “indagò” su Robertino, il figlio minore. Una serie di filmati, dell’inchiesta giornalistica Bloody Money, misero a nudo l’inadeguatezza (a voler proprio essere bonari) del tenero virgultino, che era stato imposto, come super-assessore, al pedissequo sindaco (primo cittadino coi voti deluchiani), l’architetto Vincenzo Napoli. Oggi, forse, non più fedelissimo, Napoli. Perché vorrebbe rivendicare, a quasi settant’anni anch’egli, un riconoscimento personale: la ri-candidatura…

 

Roberto, futuro sindaco di Salerno (nelle visioni paterne)

Roberto De Luca è in attesa di essere candidato, possibilmente unico, senza rivali, per non correre rischi, a sindaco di Salerno. A proposito: Vincenzo Napoli è solo di un anno meno anziano di ’o governatore. Ad incarnare, Vincenzo Napoli, inconsapevolmente, la dimostrazione che il ben più autorevole Vicienzo non intenda, ma proprio per niente, allevare, preparare, presentare un suo delfino. A meno che… non sia un suo figlio. Sangue del suo sangue. Nella specie, a meno che non sia Roberto, che sarà candidato a sindaco, nella città dei pecoroni appecoronati, Salerno. La scudisciata a De Luca figlio (Roberto), s’incaricò di infliggerla Piercamillo Davigo (presidente della Seconda Sezione Penale presso la Corte suprema di cassazione e membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura), durante la trasmissione televisiva Bersaglio mobile, di Enrico Mentana. Davigo, smentendo con contenuto sdegno le espressioni morbide del futuro assessore deluchiano alla Regione Campania, Franco Roberti. Il quale, ex procuratore nazionale antimafia, attualmente candidato, in quota De Luca, alle elezioni europee del 26 maggio prossimo, aveva appena qualificato l’inchiesta di “Fan page” come “priva di rilevanza penale”. Ebbene, Davigo definì la posizione di De Luca junior con parole lapidarie (che riportiamo, di seguito, nel loro terribile significato). Espressioni davvero da epitaffio scultoreo: “Non condivido le parole del collega. Una porcata è una porcata, a prescindere dalla sua rilevanza penale”.

 

La terza puntata de “Il declino di Salerno” sarà, on line, su erreemmenews.it, domenica 19 maggio (la prima è stata pubblicata domenica 12 maggio)

 

Queste son situazioni di contrabbando…

Chiacchiere e nuvole

La faccia tosta d’ ’a politica…

Il vento gonfia ogni polemica…

Che voglia di piangere ho!

Masuccio 2000