Telefonata di mezz’ora tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, al centro del confronto internazionale dopo l’accordo di pace siglato tra Israele e Hamas. “Ho parlato con il presidente Trump — ha annunciato Zelensky su Telegram —. Una buona conversazione, molto produttiva. Mi sono congratulato con lui per il successo e per l’accordo in Medio Oriente: è un risultato importante. Se si riesce a fermare la guerra in quella regione, allora si possono fermare anche le altre guerre, compresa quella russa”.
Durante il colloquio, il presidente ucraino ha informato Trump degli ultimi attacchi russi alle infrastrutture energetiche del Paese, sottolineando la necessità di rafforzare la difesa aerea. “Ci sono buone opzioni e idee forti su come rafforzarci realmente. Grazie alla forza e alla diplomazia si può garantire la pace”, ha aggiunto Zelensky, ringraziando Trump “per la disponibilità a sostenere l’Ucraina”.
Secondo quanto riportato da Axios, i due leader avrebbero discusso anche della possibilità di fornire a Kiev missili a lungo raggio Tomahawk, che consentirebbero di colpire più in profondità all’interno del territorio russo.
Intanto, le forze speciali ucraine continuano la loro strategia di attacchi mirati oltre confine. Nella notte, un raid con droni avrebbe colpito una raffineria della Bashneft-Unpz a Ufa, nella repubblica russa della Baschiria, a circa 1.400 chilometri dal fronte. L’operazione — la terza in un mese in quella regione — è stata rivendicata da fonti dell’Ssu, il servizio di sicurezza ucraino, secondo cui “non esistono luoghi sicuri nelle retrovie russe”.
Un segnale, spiegano da Kiev, che la guerra potrebbe non essere lontana da una svolta anche sul piano diplomatico, con Trump pronto a recitare un ruolo sempre più centrale nei negoziati internazionali.

