Vinitaly si conferma sempre più come piattaforma strategica per la promozione del vino italiano nel mondo.
A sottolinearlo è stato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, in apertura della 58ª edizione della manifestazione, in programma fino al 15 aprile.
Nel suo intervento, Bricolo ha evidenziato come l’evento rappresenti oggi non solo un punto di incontro per gli operatori del settore, ma anche uno strumento concreto per sostenere la crescita internazionale delle imprese vitivinicole italiane.
In un contesto globale complesso dal punto di vista economico e geopolitico, Veronafiere intende rafforzare ulteriormente il proprio ruolo, accompagnando le aziende verso nuove opportunità di sviluppo sui mercati esteri.
Tra le priorità strategiche, grande attenzione è riservata alla promozione internazionale. In quest’ottica si inserisce un programma articolato di circa trenta iniziative all’estero, pensate per presidiare in modo continuativo le principali aree di interesse: dagli Stati Uniti all’Asia – con focus su Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud – passando per America Latina, Balcani, Europa e Regno Unito.
Un piano destinato ad ampliarsi ulteriormente, anche grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency, con nuove tappe già allo studio in Africa, Canada e Australia, oltre al rafforzamento della presenza in Brasile.
Le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly individuano dodici Paesi ad alto potenziale di crescita per l’export del vino italiano, tra cui Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India, ai quali si aggiungono mercati chiave come Stati Uniti e Regno Unito.
L’obiettivo è diversificare i mercati di destinazione, oggi ancora troppo concentrati, considerando che i primi cinque assorbono circa il 60% del valore complessivo delle esportazioni.
La sfida per il settore è duplice: da un lato mantenere elevati standard qualitativi e gestire le criticità, dall’altro migliorare il posizionamento competitivo a livello globale, elemento ritenuto fondamentale per una delle principali eccellenze del Made in Italy.
Secondo le stime di Prometeia, il comparto vinicolo si conferma tra i più performanti dell’economia italiana, posizionandosi al secondo posto tra i settori tradizionali per saldo della bilancia commerciale estera, con un valore positivo di 7,2 miliardi di euro previsto per il 2025.

