Unione Europea: sospeso il patto di stabilità per altri due anni

L’UE dovrebbe estendere per altri 2 anni il salvagente istituito per aiutare le economie europee a sopravvivere all’impatto delle restrizioni e delle quarantene imposte durante la pandemia. Questo vuol dire che le regole di bilancio, il cosiddetto patto di stabilità, saranno sospese anche nel 2022, consentendo ai governi europei di iniettare miliardi nelle loro economie.

Questa è l’indicazione che la Commissione Europea ha presentato ieri, 3 marzo, alla luce di una recessione economica dell’eurozona che presenta ancora molte incertezze dovute alla pandemia e ad una campagna vaccinale da mettere in sesto. La decisione ufficiale verrà presa a maggio, a ridosso delle previsioni economiche di primavera, ma la comunicazione di ieri si è resa necessaria per cominciare a fornire un quadro di chiarezza agli Stati membri.

In ogni caso, la spesa dovrà fermarsi prima che il debito pubblico diventi ingestibile, avverte il Commissario agli affari economici Paolo Gentiloni. “Probabilmente quest’anno avremo circa il 100% del debito rispetto al PIL nell’area dell’euro, il che è molto alto e senza precedenti. Non è un problema enorme al giorno d’oggi con i tassi di interesse bassi e l’attività della Banca Centrale Europea (BCE). Ma il problema del debito elevato nel medio termine va affrontato, non è qualcosa che soprattutto i paesi con un debito molto alto possono dimenticare “.

Secondo Gentiloni, le speranze legate al Recovery Fund non vanificano la necessità di una revisione del Patto di stabilità e crescita. Come scrive Huff. Post, quando terminerà la fase di sospensione gli Stati si ritroveranno con un debito enorme sulle spalle (in media, oltre il 100 per cento del PIL) che non potrà essere gestito dall’attuale Patto di stabilità che lo fissa al 60 per cento nel rapporto col PIL. Un anno di pandemia ha provocato un aumento medio del debito dell’area euro di circa 15 punti percentuali sul PIL: in Italia e Grecia il debito è aumentato del 25 per cento (la quota è sul 160 per cento per l’Italia, oltre il 200 per cento per la Grecia).

Per questo il commissario agli affari economici sta preparando delle proposte per modificare le regole di bilancio dell’UE. Secondo il commissario Gentiloni quello su cui bisogna lavorare è il rapporto tra il debito le regole europee. Una riflessione che verrà avviata nella seconda parte di quest’anno perché servono maggiori certezze.

“Verso l’estate avremo una ripresa fortemente avviata ma ovviamente sarà disomogenea – afferma-. Abbiamo settori dell’economia che rimarranno magari per un periodo più lungo in difficoltà e altri come il manifatturiero che già sono tornati ai livelli precedenti la crisi”.

Il percorso dell’economia dipenderà dalle variazioni del virus e dal successo delle vaccinazioni, che è ancora incerto.

Sebastiano Santoro