In Campania si alza una voce forte contro le cosiddette demolizioni selvagge delle case di necessità, quelle costruzioni realizzate non per profitto ma per bisogno da famiglie spesso prive di alternative abitative.
Un gruppo di associazioni e comitati locali ha lanciato una petizione popolare rivolta alle istituzioni nazionali e regionali con un messaggio chiaro: “Una casa è un diritto, non un privilegio. Chi ha costruito per necessità non è un criminale”.
La richiesta alle istituzioni
La petizione, indirizzata al Governo, al Parlamento, alla Regione Campania, ai sindaci dei 550 Comuni campani e ai Prefetti, chiede:
- Una moratoria immediata sulle demolizioni delle case costruite per necessità.
- Una legge di salvaguardia che distingua gli abusi speculativi da quelli legati al bisogno abitativo.
- Soluzioni abitative alternative prima di ogni abbattimento o sgombero.
- Un impegno concreto della Regione Campania, finora accusata di silenzio sul tema.
- La sospensione immediata delle procedure di demolizione, alla luce del recente esaurimento del fondo Cassa Depositi e Prestiti destinato agli abbattimenti.
Secondo dati citati anche da Legambiente e dall’avvocato Bruno Molinaro, le demolizioni delle case di necessità riguardano quasi esclusivamente la Campania, mentre in altre regioni italiane gli interventi sono marginali.
Una situazione che i promotori della petizione definiscono una vera e propria disparità territoriale, che colpisce soprattutto famiglie fragili, spesso senza alternative.
Oltre al dramma umano, ci sono criticità ambientali e logistiche. Come ricordato dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, la Campania non dispone di discariche sufficienti per i rifiuti speciali derivanti dalle demolizioni. Inoltre, dal 21 luglio scorso è esaurito il fondo destinato a finanziare gli abbattimenti: “Continuare in queste condizioni è un’assurdità che rischia di lasciare le famiglie in strada senza alcuna tutela e senza che lo Stato disponga delle risorse necessarie”.
I promotori denunciano anche l’incoerenza giuridica: mentre un reato gravissimo come un omicidio si prescrive in 21 anni, l’ordine di demolizione non si prescrive mai, secondo la Cassazione. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con la sentenza Hamer contro Belgio, ha già stabilito che una demolizione a distanza di decenni diventa una pena e non più un atto ripristinatorio.
La raccolta firme è stata avviata dal Coordinamento dei Comitati a Difesa del Diritto alla Casa della Regione Campania e da altre associazioni come Casa Mia, Casa Sicura, i comitati di Ischia, Procida, Capri e Penisola Sorrentina. Alla stesura del testo ha contribuito l’avvocato Bruno Molinaro, da anni punto di riferimento nella difesa del diritto alla casa in Campania.
“Una casa non si abbatte, si difende”, scrivono i promotori. “È tempo che la politica si assuma le sue responsabilità: non si possono punire famiglie che hanno costruito per necessità, lasciandole senza alternative”.
Clicca sul link per partecipare alla raccolta firme: Petizione stop demolizione case di necessità

