Traffico di droga, estorsioni e armi: 13 arresti nell’Agro-Nocerino-Sarnese. Anche un poliziotto tra gli indagati

Tredici persone sono state arrestate questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile di Salerno con l’ausilio dei colleghi di Roma e Siracusa. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, estorsione e riciclaggio. Il gruppo aveva base nell’Agro Nocerino Sarnese ma operava in diverse altre zone.

C’e’ anche un assistente capo della polizia di Stato in servizio al Commissariato di Sarno tra gli indagati, che risponde di rivelazione di segreto d’ufficio e di favoreggiamento personale. Per lui, la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip salernitano la misura interdittiva della sospensione dalla professione per 12 mesi. Secondo gli inquirenti, l’agente avrebbe informato i membri dell’organizzazione di alcuni sviluppi dell’inchiesta. Difatti, l’indagine nasce proprio da un’attività autonoma degli agenti del Commissariato di Sarno: la perquisizione a casa di Marco Viscardi, poi arrestato, dove sono stati trovati un kalashnikov Ak47, una pistola semiautomatica calibro 9X18 con munizioni, 107 grammi di cocaina, 274 grammi di marijuana e 5,1 chili di hashish. Viscardi era solo un prestanome del capo di una organizzazione malavitosa. Sia la droga sia le armi erano direttamente riconducibili a Nicola La Rocca, boss finito oggi in carcere e latitante da febbraio scorso in quanto condannato in via definitiva a 14 anni di reclusione per aver ucciso, quando aveva 17 anni, il padre rumeno della fidanzatina dell’epoca che non accettava quella relazione.

Proprio lui, trovato a casa della suocera, nascosto tra le coperte, è risultato essere il capo di una organizzazione dedita al crimine.

“Certi casi di infedeltà – ha detto il Procuratore facente funzioni, Cannavale, in riferimento al poliziotto infedele – non vanno sottaciuti: fare pulizia al nostro interno per dare credibilità all’esterno, è la missione”.

Agli indagati sottoposti alle misure custodiali sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, estorsione e riciclaggio, mentre per il poliziotto, sottoposto alla misura interdittiva, risultano contestati i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.