Torre del Greco, campagna al veleno. Polemica sulla nomina degli scrutinatori. Ascione e Izzini: “E parlano di rinnovamento!”

Si infiamma sempre di più la campagna elettorale a Torre del Greco. A far scoppiare la polemica politica, questa volta, è stata la decisione della maggioranza di attivare la scelta della discrezionalità personale nella nomina degli scrutatori invece di utilizzare la pratica del sorteggio. 

L’idea del sorteggio per evidenziare una partecipazione democratica dei cittadini al compito di scrutatori. Di tutta risposta, invece, la maggioranza ha deciso di scegliere il metodo della discrezionalità personale nella scelta delle persone da inserire nei seggi, annullando così la tanto decantata voglia di rinnovamento sbandierata nel corso della campagna elettorale.

“Ancora una volta – sottolinea Valentina Ascione, candidata al consiglio comunale nella lista “Valerio Ciavolino per Torre” -, Torre del Greco ha perso l’opportunità di cambiare modo di amministrare e di fare politica. Niente di tutto questo.

Mentre negli altri comuni, gli scrutinatori vengono sorteggiati con l’intento di fare appunto le cose con la massima trasparenza e affidando al caso la scelta degli scrutatori, proprio per dare possibilità a tutti, nella città corallina si procede con la nomina diretta degli stessi.

Ovviamente, sempre gli stessi consiglieri comunali che, da anni, si dividono il numero degli scrutinatori da nominare.

E se questo non è clientelismo! Sempre gli stessi nomi, piazzati ovviamente nei seggi considerati strategici, a discapito di chi non ha mai avuto il piacere di essere nominato”.

Valentina Ascione poi aggiunge: “Per carità nulla di illegale, è la legge che lo consente, ma si tratta sicuramente di una scelta moralmente sbagliata…”.

“Non si tratta di per sé di una pratica illegale – sottolinea invece Leopoldo Izzini, anche lui della lista civica “Valerio Ciavolino per Torre” -, ma è assolutamente immorale, ancor di più in un momento di crisi economica, che la maggioranza possa usare la nomina di centinaia di scrutatori per farsi delle clientele. 

Per una questione di opportunità e anche per dare spazio a tutti, sarebbe stato meglio procedere con il sorteggio. Sarebbe stato anche un messaggio dell’amministrazione uscente a voler cambiare modo di fare politica. Ma, al contrario, il messaggio che si vuole dare è diametralmente opposto: sempre e comunque gli interessi personali”.