Torre Annunziata, veleni nella giunta Ascione: Donnarumma vuole la poltrona di vicesindaco

Ancora in alto mare, nonostante sia stata presentata la settimana scorsa e in pompa magna, la Giunta comunale di Torre Annunziatadopo settimane di annunci e disdette. In attesa dell’ultimo colpo di scena, o di tacco, ancora non si vede l’orizzonte di questa barca che sembra non voler prendere il largo, che è diventata l’amministrazione comunale oplontina, il cui comandante (il sindaco Vincenzo Ascione) sembra dover perdere intere giornate a riparare falle da cui entra acqua da tutte le parti e preferisce lasciare il comando al cuoco di bordo piuttosto che definire la rotta. 

Siamo a Torre Annunziata, ed il paragone con il mare, le navi, è più che mai pertinenteLa questione porto, cisterne, escavo per i mercantili è uno delle tante reti da sbrogliare. Il porto dei veleni non è solo quello delle cisterne contenenti nonsisacheccosa, ma anche le stanze della politica in cui si consumano tradimenti e ribaltoni mentre il porto delle nebbie resta quello degli uffici degli impiegati e dei dirigenti, dove la documentazione giace nei cassetti nascosta agli organi controllori e alla cittadinanza tutta. 

Dicevamo, è passata una settimana dalla presentazione della nuova giunta, con nuove forze politiche che entrano a sostenere l’amministrazione, altre che passano alla minoranza, un assessore competente come Orrico che viene defenestrato con la promessa – ancora non mantenuta – di diventare coordinatore dello staff del sindaco – e con un neanche nominato assessore che sbatte la porta in assenza di precise garanzie politiche. 

Sofia Felicia Donnarumma non ci sta a fare il mozzo in una barca in cui i ruoli più importanti sono affidati sempre alle stesse persone. Il gruppo consiliare di riferimento – i Progressisti e Democratici – non ci sta che il Partito Democratico, o quel che ne rimane dopo l’ammutinamento da parte di alcuni consiglieri comunali, abbia espresso in giunta sia il Sindaco che il  Vicesindaco e che quest’ultimo abbia oramai potere decisionale su tutto quello che sono gli atti deliberativi della giunta. 

Donnarumma ha riottenuto deleghe importanti, bilancio e turismo, ma alza l’asticella. Vuole di più. Gli incontri di maggioranza hanno definito esclusivamente solo la spartizione delle poltrone e la promessa che Ascione fosse ricandidato. Nuovi assessori bilanciano l’equilibrio di giunta, spostando l’asse verso la destra con Maria Palmieri (in quota Forza Italia/Nappi) e con Maria Papa, un assessore esterno indicato dal PD provinciale che ha  le competenze per occuparsi di Cultura, ma che dovrà però dimostrare di non fare da ratificatore di scelte altrui. 

Ebbene Donnarumma chiedeaffinché possa accettare il ruolo, che quel tavolo di maggioranza sia perenne, e in quel luogo vengano discusse scelte di indirizzo politico programmatico sul futuro della città e che queste non vengano lasciate nelle mani di una sola persona, quel vicesindaco che oramai sta acquisendo troppo potere e che, forse, inizia a dare fastidio anche ai suoi stessi padrini provinciali e regionali. 

In queste ore Sofia Felicia Donnarumma scioglierà la sua riserva e casomai dovesse accettare, Ammendola, che aveva avuto un attimo di respiro con la fuoriuscita dell’assessore Orrico e di Emanuela Cirillo, grandi osteggiatori delle scelte del vicesindaco, si troverebbe a suo fianco non un signorsì ma chi ha dimostrato che all’attaccamento per la poltrona mette dinanzi la dignità personale e scelte di indirizzo programmatiche condivise e non è disposta a fare la quota rosa, semmai la quota rossa, che indica coerenza e passione, ruolo perfetto per un timoniere, aspirante vicesindaco di questa ciurma senza condottiero e con un mare in tempesta.

Massimo Napolitano