Torre Annunziata, trovata la pistola che uccise Veropalumbo: stretta sul killer – Il video

Stretta sui killer di Giuseppe Veropalumbo, ucciso da un proiettile vagante la notte di Capodanno di dieci anni fa mentre festeggiava l’arrivo del nuovo anno con la sua famiglia. C’è una svolta nelle indagini del Commissariato di polizia di Torre Annunziata, agli ordini del dirigente Vincenzo Gioia. Grazie a sofisticate nuove strumentazioni che sono state date in dotazione alla scientifica, è stato possibile appurare che la pistola trovata in mare dieci giorni dopo l’omicidio era proprio quella che uccise l’operaio torrese. Ma c’è di più. I nuovi rilievi balistici hanno permesso di appurare che erano stati sparati altri colpi di pistola da quell’arma. Ma il particolare rilevante, rispetto alle indagini vecchie, è che chi ha sparato lo ha fatto da poche decine di metri. Si stringe, infatti, il raggio di azione. Inizialmente, infatti, gli investigatori ipotizzavano che il killer avesse potuto sparare anche da oltre 100 metri. Oggi, con i nuovi rilievi, i detectives hanno la quasi certezza che quel colpo sia stato sparato da massimo 50 metri, e anche meno. Questo, ovviamente, aiuta ulteriormente la polizia nelle indagini. Stretta, dunque, sul presunto killer.
Nello stesso tempo, gli investigatori accerteranno ora se la stessa pistola sia stata utilizzata precedentemente per altri raid. In caso affermativo, sarebbe un ulteriore spunto investigativo per incastrare il killer di Giuseppe Veropalumbo.